I Mediocri
La naturalezza dei testi crudi e diretti si sposa così all'impeto spontaneo dei suoni e gli umori scaturiti dalle parole e dalla voce si fondono agli impulsi diretti dell'apparato strumentale.
”I Mediocri”, l’esordio discografico di Michele Maraglino, tarantino di nascita e perugino d’adozione, uscito per la sua etichetta La Fame Dischi, esprime una sorta di urgenza compositiva e lirica che punta in modo preponderante nella direzione della linearità.
La naturalezza dei testi crudi e diretti si sposa così all’impeto spontaneo dei suoni; gli umori scaturiti dalle parole e dalla voce si fondono agli impulsi diretti dell’apparato strumentale (Michele Maraglino – chitarra acustica, Daniele Rotella – chitarra elettrica, Marco Zitoli – Basso, Francesco Miceli – batteria, Francesco Federici – chitarra acustica e chitarra elettrica).
I brani poggiano dunque su una melodia essenzialmente pulita, su arrangiamenti veloci, incrociandosi a un cantautorato dalle tematiche importanti e dai contenuti feroci volti a puntare il dito contro i vari aspetti della mediocrità umana.
Squarci di vita quotidiana e generazionale diventano attimi di denuncia, affrontando il dramma dell’Ilva (Taranto) e le disillusioni della precarietà (Vita Mediocre, Lavorare Gratis), istanti più intimi e privati di visioni esistenziali (Umida, Vienimi a Cercare, Tutto Come Prima) e metafore di passività (L’Aperitivo).
Un album semplice e immediato, un lavoro dalla struttura essenziale e schietta, un disco fresco e sincero.


