Interviste 8 Maggio 2009

Intervista con Giuseppe Peveri in arte Dente in occasione del Concertone romano del Primo Maggio

Prima volta sul palco del primo maggio. Com’è stato?

Molto bello. In realtà ero già venuto l’anno scorso a vedere il concerto e ho pensato come sarebbe stato bello suonare… e quest’anno ci sono! In realtà non ero per niente agitato quando sono salito sul palco, ero molto più agitato ieri o l’altro ieri. Avevo una sensazione di rilassamento addosso, abbiamo suonato tranquilli, senza nessun problema, mi è piaciuto molto.

Com’è nata la collaborazione con gli Afterhours per la compilation “Il paese è reale”?

Loro mi hanno chiamato spiegandomi cosa volevano fare (tra l’altro pochissimo tempo prima di andare a San Remo) e mi hanno chiesto una canzone edita da inserire nel disco. Io ovviamente ho accettato perché mi sembrava proprio una bella proposta, hanno avuto un’ottima idea. Sono stato molto contento di aver avuto questa opportunità, e poi sono quà specialmente per questo motivo. “Il paese è reale” mi sta portando delle belle cose e ringrazio gli Afterhours davvero tanto.

Quest’anno il titolo del concerto del primo maggio è “Il mondo che vorrei”. Che mondo vorresti tu?

Se parliamo di mondo in generale non lo so, non so bene come funziona. Se parliamo di un mondo nostro, riservato, quello che viviamo tutti i giorni – e immagino sia quello – lo vorrei un po’ diverso, più tranquillo; è un discorso lungo ma già il fatto che abbiano dato un titolo del genere al concerto, vuol dire che non va bene quello che c’è. Siamo tutti concordi che andrebbe cambiato qualcosa.