Classic Rock 25 Maggio 2006

Introspection

Pezzi in italiano e pezzi in inglese: la band catanese Sky In Land sembra non aver capito ancora da che parte stare, pur avendo ben chiaro in testa un certo sound di matrice americana.

È un’auto produzione del 2004 l’unica prova della band catanese Sky In Land. Il risultato lascia perplessi, complici alcune ingenuità nei testi e la scelta ambigua di cantare due pezzi su quattro in italiano (o due pezzi su quattro in inglese, dipende se vogliamo considerarli una band anglofila o meno). Musicalmente i pezzi sono corposi e granitici, il sound c’è pur non brillando per originalità: Pearl Jam, Audioslave, Placebo e Nirvana i dichiarati punti di riferimento, con una predilezione per la band di Morello e Cornell. La voce del cantante Carmelo Sgroi sembra più a suo agio sul versante inglese, mentre mette a nudo una certa fragilità di interpretazione e di originalità sui pezzi in italiano. Addirittura sembra di sentire in quei casi qualcosa che facilmente si perde nel grande calderone della musica underground italiana, come se avessero in testa l’America e di fatto suonassero come ispirati dai primi Verdena e da un certo tipo di rock duro. Non sono affatto sgradevoli ma l’impressione è che come loro ci siano migliaia di band italiane che sfogano rabbia e pessimismo grazie a muri di chitarre distorte. Rimandati a Settembre.