Kiasmos
Luoghi ameni e rarefatti che incontrano i mondi gelidi e notturni dell’elettronica, strumenti analogici che danzano di emotivo bagliore, tra silenzi e suoni, corde, tasti e marchingegni artificiali.
Ritrovarsi all’interno di un limbo appagante, attraversando territori a metà strada tra passato e presente. Perdersi tra strumenti acustici come pianoforte, batteria e quartetto d’archi ben amalgamati a synth, drum machine e delay, all’interno di un’atmosfera intima che fonde corpo e mente.
Kiasmos, progetto dance del compositore vincitore del premio BAFTA Ólafur Arnalds e di Janus Rasmussen, mente della band elettro-pop Bloodgroup, è una commistione di suoni da ballare e armonie da contemplare, di visioni contemporanee dallo spirito antico e di allucinazioni moderne che volgono lo sguardo verso vibrazioni sperimentali inesplorate. Luoghi ameni e rarefatti che incontrano i mondi gelidi e notturni dell’elettronica, strumenti analogici che danzano di emotivo bagliore, tra silenzi e suoni, corde, tasti, marchingegni artificiali e il lento scorrere del metallo di un accendino. Intarsi di batteria che muovono paesaggi irraggiungibili (Lit), mentre il pianoforte di Ólafur Arnalds è un’aurora boreale sulle note degli archi (Held) che via via si fondono ai sintetizzatori (Thorwn) per poi sprofondare in una drammaticità artefatta e avvolgente dove anche i bit acquisiscono forma poetica (Burnt).
“Kiasmos” è un disco che ha profondità e grande potere espressivo tanto da ampliare i confini del suono, aprendo nuove prospettive all’ascolto. Un viaggio nell’immaginazione sonora, un sogno lucido d’avanguardia nel quale materia e spirito coesistono.


