Let It Be… Naked
Let It Be (naked), un operazione senz’altro commerciale, ma di assoluto valore e Paul ne è l’ideatore...
- Artista
- The Beatles
- Etichetta
- Apple
E’ un onore enorme poter recensire un album dei Beatles. La ghiotta occasione ce la propone Let It Be (naked), un operazione senz’altro commerciale, ma di assoluto valore. Paul è l’ideatore di questa operazione che spoglia le canzoni dell’album dal “wall of sound” di Phil Spector senz’altro stucchevole; si narra che all’epoca John e George cedettero all’opera di convincimento del loro produttore, al contrario di Paul. Fu talmente controverso questo progetto che divenne l’ultimo album dei Fab Four ad essere pubblicato uscendo dopo Abbey Road (la vera chiusura dei 4 con tanto di brano finale “the end”).
L’album è praticamente dedicato alla musica americana, il blues (Get back, Don’t Let Me Down), il rock-blues (Dig a Pony, I Me Mine), il rhytm & blues (For Your Blues) con tanto di citazione ad Elmore James, il rock-gospel di “Have Got a Feeling”, il rock‘n’roll di “One After 909” che ci riporta direttamente ai tempi di “With the Beatles” e “Beatles for Sale”.
Sono comunque le ballate a beneficiare dell’opera di snellimento sonoro Let it Be, Across the Universe, e soprattutto The Long and Winding Road, rimane pressoché uguale “Two of Us” forse il pezzo più fedele allo stile Beatles, il secondo CD “Fly on the Wall” è consigliabile solo per i patiti del collezionismo “puro” ma è abbastanza superfluo.
Una chicca? parti , assoli e dialoghi precedentemente tagliati. Una pecca? L’averlo pubblicato dopo la scomparsa di George (e di John).
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