Indie 28 Luglio 2011

Life Like

Il post rock dei Joan Of Arc risulta piacevole per gli amanti del genere ma in "Life Like" trovano posto anche brani più ibridi che strizzano l’occhio ad una platea più numerosa

Artista
Joan Of Arc
Etichetta
Polyvinyl

In primis i complimenti per il nome del gruppo: Joan Of Arc. Un nome che ispira coraggio e libertà, ma che fa anche pensare ad un carattere forte e deciso. Il gruppo è proprio questo, il post-rock di Life Like è compatto, non scade mai nella banalità o nella forzatura.

Nella traccia di apertura, I Saw The Messed Blinds Of My Generation i dieci minuti e quarantatrè secondi non pesano, anzi lasciano a bocca aperta. Soprattutto perché dal settimo minuto entra la voce e dà una forma completamente diversa a tutto il pezzo. Le chitarre sono al centro dei componimenti, mentre alla batteria va il compito di rendere più consequenziali i passaggi ritmici non ortodossi. Love Life è un pezzo più commestibile rispetto a quello d’apertura se si pensa che dura solo tre minuti. E’ costruito su di un tappeto musicale sul quale la voce roca e disperata fa quasi da contorno, il tempo di prenderci gusto ed è già tutto finito. Like Minded è forse il pezzo più equilibrato della prima parte dell’album e un primo sintomo è la durata (cinque minuti). Le esplosioni e le implosioni tipiche del post-rock (li dobbiamo citare? Va bene, Mogwai docet…) sono riproposte qui a mo’ di saggio, con varianti di accordi in settima che sorprendono. E sorprende la traccia seguente, Life Force che dura poco più di un minuto ed è un pezzo folk. Sì, avete letto bene. Night Life Style è una didascalia musicale del titolo. Ascoltando il brano sembra proprio sentirla questa vita notturna. Howdy Pardoner sarebbe un ottimo singolo, Still Life e Deep State circoscrivono meglio il terreno sul quale si muovono i Joan Of Arc. Di After Life invece si poteva sinceramente farne a meno.

Life Like è indubbiamente un bel disco, da segnare nella sezione “Da non perdere”.