Lifeline
Sedotto dal vecchio nastro analogico, Ben Harper registra in una settimana un disco caldo ed avvolgente
- Etichetta
- Virgin Records
Dopo averci stupito con gli esordi alla slide guitar, dopo aver arricchito il suo sound con una backing band affidabile e concreta, il chitarrista-cantante della California torna sulla scena con un disco, l’ottavo, registrato in presa diretta nell’arco di una settimana in uno studio parigino, rigorosamente su nastro. Il risultato è un lavoro compatto, semplice ed omogeneo che riporta alla luce i generi che hanno posto le basi musicali del nostro autore.
Blues leggeri, soul profondi e melodie trascinanti in un cd dove “l’anima calma” del cantautore trova un po’ di brio, a metà strada con il Ben Harper più rockettaro.
Undici brani che scorrono leggeri ma significativi, proprio a dimostrare che le grandi produzioni con arrangiamenti su arrangiamenti non fanno il talento: una chitarra nella cassa di destra, l’altra in quella di sinistra e poi solo maestria.
Certo non è il disco dell’anno, nè tanto meno quello con i brani da canticchiare sotto la doccia, bensì una buona e calda compagnia da gustare durante la lettura di un buon libro o nel nevrotico traffico cittadino da ascoltare rigorosamente a finestrini chiusi.
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