Vinicio Capossela live @ FestiValle 2025, Agrigento – 07/08/2025
Non è certo una novità, ma nel concerto tenuto nell’affascinante Cava di Tufo della Valle dei Templi Vinicio Capossela ha dato un’ulteriore dimostrazione di essere un fuoriclasse della canzone italiana.
Un artista eccentrico in grado di mescolare suggestioni musicali tratte da culture diverse e riunite in una sintesi di originalità spiccata.
L’atmosfera respirata durante l’esibizione è stata quella di una festa animata e coinvolgente, mentre sul palco venivano eseguiti brani mai banali, sempre caratterizzati da guizzi e virate improvvise di ritmi e melodie.
Da ricordare i tratti orientaleggianti di “Non trattare”, con la chitarra elettrica che simulava i suoni del sitar, la tranquillità dell’acustica “Il povero Cristo”, il medley a due voci sfociato in “Aedo” (momento più emozionante della serata), le cadenze quasi reggae di “Lord Jim” e le accentuazioni sbilenche di “Billy Budd” (l’intero set traboccava di riferimenti letterari, da Pindaro a Plauto, da Omero a Herman Melville, Joseph Conrad, Pier Paolo Pasolini e Andrea Camilleri).
Impossibile, però, non citare anche la graffiante “Brucia Troia”, chiusa con impeto punk, la delicatezza di “Dimmi Tiresia” e gli echi dei Calexico in “Signora Luna”, in cui spiccava il lavoro alla sei corde (“twang”) di uno dei due chitarristi (con look alla Bob Dylan sulla copertina di “Desire”).
Degni di nota, ovviamente, i cenni alla politica estera e le dichiarazioni in merito alla corsa al riarmo: prese di posizione sui problemi politici e sociali del momento che sono andate a braccetto con gli episodi legati all’intrattenimento musicale. Febbrili e movimentate “Marajà” e “Pryntyl”; “Le sirene” un toccante attimo di quiete prima della baldoria finale scatenata da “Il ballo di San Vito”.
Teniamocelo stretto, Vinicio Capossela.


