Italiani 2 Aprile 2026

Alberto Bianco live @ MONK, Roma ‒ 31/03/2026

A un anno di distanza dal precedente concerto al Monk, Alberto Bianco ha dimostrato nuovamente il proprio talento musicale e la capacità innegabile di instaurare una relazione intima, confidenziale col pubblico.

In tour per presentare dal vivo brani del nuovo album Camaleonte, accompagnato da Roberto Angelini e Andrea “Fish” Pesce, Bianco alterna l’esecuzione delle canzoni con intermezzi in cui l’ironia e la sincerità rinsaldano la sintonia con i presenti in sala. E anche stavolta l’intesa tra i musicisti, le battute, i ringraziamenti e gli abbracci scambiati sul palco non lasciano indifferenti.

Alcuni arrangiamenti “orchestrali” non entusiasmano, perché paiono orpelli (quelli di “Due Parole”; in “Il tempo è un bastardo” sarebbero sufficienti gli splendidi intrecci delle chitarre acustiche). Qualche episodio è inoltre privo di attrattiva: “L’amore è anarchia” è un omaggio ai Rolling Stones un po’ inconcludente, anche se movimenta la serata; il brio di “In treno”, con le sue accentuazioni ritmiche, è piacevole quanto dimenticabile. “Prenditi bene” è carina ma scialba.

“Camaleonte” si vena di una malinconia sottile. La grazia di “Assiere” nasce da un arpeggio di chitarra classica e si sviluppa in una composizione incantevole, con una struttura e una melodia che ci ricordano “Not The Only Things” di Gaz Coombes, il frontman dei Supergrass, ma è solo un’impressione.

Il Bianco cantautore di alto livello emerge però, a nostro avviso, in altri (non pochi) pezzi; soprattutto quelli tratti dall’album “Guardare per aria”. “Volume” e “Filo d’erba” sono sempre bellissimi, e le versioni proposte dal trio sul palco li arricchiscono di sfumature diverse. “Corri corri” è uno dei momenti più toccanti; molti del pubblico cantano il ritornello insieme a Bianco; la chiusura sfocia in una lunga coda a la Pink Floyd. “Quello che non hai” è vivace; l’entusiasmo e la passione con cui suonano i tre sono evidenti.

Impossibile non citare anche la rilettura di “Imparare dal vento” (Tiromancino), di cui è coautore Andrea “Fish” Pesce, con i ricami preziosi eseguiti da Roberto Angelini, e “Le stelle di giorno”, che conclude con dolcezza un concerto da ricordare

(la foto è di Riccardo Babbi)