Interviste 2 Novembre 2026

Ludovica Pasca: il suono vivo di “Cadrà neve altre volte ancora”

Ludovica Pasca torna alla terra, ai corpi, all’attesa e a quella possibilità sottile che le cose possano ancora trasformarsi. Il suo esordio “Cadrà neve altre volte ancora” cerca un suono vivo, piccolissime cose per niente rarefatte ma quasi dal tono fiabesco, colori a pastello e luci timide che non accecano mai… l’imperfetto è tutto ciò che resta di reale, lasciando che la musica diventi uno spazio in cui riconoscere ciò che ritorna senza mai ripetersi davvero. Un disco “piccolo” di quella canzone disegnata a matita che prende a schiaffi la perfezione industriale di questo tempo. Una salvezza, Un’isola ancora (fortunatamente) deserta…

Intervista con Ludovica Pasca

– La sabbia, la terra, il trovarsi corpi e non algoritmi. Il Salento che torna… è “tutto questo” il suono di Ludovica Pasca?
Può essere, ahahah. Non so, in realtà. Sicuramente sento, come tantissimi di noi, il peso di un mondo che misura le cose esclusivamente attraverso standard economici, che si dimentica delle persone. Credo ci siano delle alternative, però, che certe maglie si possano aprire. Forse però questa è più la risposta all’ultima domanda? Ahahah.
Per quanto riguarda il suono, dico che mi piace un suono vivo, che respira, magari imperfetto ma vero. Come un corpo, in effetti, sì.

– Quanta magia e quanta spiritualità esiste dentro?
Credo che magico sia soprattutto fuori di noi. E più esercitiamo questa capacità sottile di vedere oltre, più può risuonare anche dentro di noi.

– Torna la neve, ancora… “ancora” è una parola importante… vero?
Sì, credo che “ancora” sia una parola molto importante in questo disco. Ma in generale lo è per me. Non è l’illusione che le cose si possano ripetere identiche. No. È un invito a mantenere un’apertura verso tutta la vita che ancora deve arrivare, fino a che c’è tempo.

– Cicli e ricicli storici: un esordio fuori da questi cicli, fuori dai canoni, che significa invece?
Non so cosa significhi un esordio fuori dai canoni. È un esordio nei miei canoni attuali, diciamo 🙂 Sono felice che questi canoni siano stati riconosciuti e trattati con cura nel processo di lavorazione di questo disco da tutte le fantastiche persone che hanno collaborato alla sua nascita.

– Chi stiamo diventando? Te lo chiedo perché questo disco sembra opporsi a tutto questo…
Non lo so… non sono brava a fare previsioni. Se questo disco sembra sfuggire a qualcosa sono felice.