Italiani 3 Gennaio 2008

Miracoli non se ne fanno

Il filo conduttore di questo ottimo lavoro italiano sono i testi, sempre al di sopra della media del cantautorato rock italiano, e la capacità di realizzare un lavoro omogeneo

Artista
Marco Conidi

Miracoli non se ne fanno. Il titolo della title track lo dice chiaro, come se Marco Conidi si avvicinasse all’ennesima creatura discografica con estrema umiltà o, al contrario, con cinico sarcasmo. Un paio di Sanremo, diecimila iscritti al fan club, collaborazioni importanti e, con questo, otto dischi in studio. Qui tutto gira a dovere. Dieci canzoni che spaziano nei generi, nonostante il singolo scelto “Ti do di me” metta in bella evidenza un impianto folk tradizionale con tanto di strumenti acustici, mandolino e fisarmonica. E intanto è nella classifica dei 20 più venduti, con l’album in ottima posizione.
Le canzoni, come si diceva, funzionano. In “Nick Man Fredda” è come se ci fosse uno Zucchero con testi decisamente migliori, sempre sarcastici e pronti a trovare la rima che spiazza, proprio come nella ballata “Camminando a luci spente”, che mostra un incedere solenne che la fa uno dei momenti migliori dell’intero disco. Il pezzo che dà il titolo al disco si candida come prossimo singolo per come è radiofonica e ballabile al punto giusto, mentre con “Davvero davvero” si torna al rock moderno sostenuto da un testo abrasivo e dall’elettronica.
Il filo conduttore di questo ottimo lavoro italiano sono i testi, sempre al di sopra della media del cantautorato rock italiano, e la capacità di realizzare un lavoro omogeneo: non importa che sia folk, tradizionale, rock o pop, emerge sempre e comunque una precisa identità stilistica.
Questo disco, che segue la maturità di “Nuvole e regole” del 2005, è la conferma di un ottimo cantautore italiano.