Hip-hop 26 Aprile 2007

More Fish

Ottimo esempio di come nell’Hip Hop si possa usare Soul a tonnellate senza provocare fuoriuscite di melassa e, anzi, creando un bellissimo omaggio all’anima nera che sta alla base di tutta la musica afroamericana

Etichetta
Def Jam

Dev’essere avvilente per gli altri componenti del Wu-Tang Clan prendere atto che Ghostface Killah se ne esca, solo nove mesi dopo l’ottimo Fishcale, con l’ottimo More Fish: non si capisce dove trovi le energie per mantenersi a livelli che i compari di clan si sognano ormai da anni. Qui però Ghostface non è solo: gran parte delle tracce vede la partecipazione della Theodore Unit, crew a lui molto vicina e composta da Sun God (suo figlio!!), Trife Da God e Shawn Wigs; partecipano anche altri artisti tra cui si segnalano Redman, Cappadonna ed Eamon. Il protagonista assoluto comunque rimane Ghostface che non sbaglia un colpo e caratterizza con le sue ormai laggendarie skills l’intero lavoro: More Fish si muove in territori Hip Hop-Soul di ottima fattura grazie alle produzioni di gente come Madlib (il meno ispirato con Block Rock), MF Doom e Hi-Tek oltre che di personaggi meno conosciuti quali Anthony Acid, Fantom Of The Beats, Lewis Parker, Mark Ronson, K. Slack e lo stesso Ghostface che fanno tutti un buonissimo lavoro con strumentali ricche di soluzioni interessanti e samples da intenditori. Il rapper del Wu-Tang è come al solito strabordante ed inappuntabile al microfono ma bisogna dargli atto anche che pochi sanno scegliere le basi per i propri dischi come lui: citiamo per brevità solo Ghost Is Back che è puro fuoco su cui il nostro rappa come una mitragliatrice, Guns N’ Razors con un’ottima base epico-cinematografica, il Soul sofferente di Street Opera, l’ottima e caracollante Greedy Bitches con Redman, il Soul-hardcore di Josephine e di You Know I’m No Good, la tesa e drammatica Blue Armor… ci si deve fermare perchè non ha senso citare tutte le tracce!
More Fish compie il miracolo di tenersi ai livelli di Fishscale e conferma Ghostface Killah come l’artista più valido e continuo tra quelli fuoriusciti dal Wu-Tang Clan. Gran bel disco davvero ed ottimo esempio di come nell’Hip Hop si possa usare Soul a tonnellate senza provocare fuoriuscite di melassa e, anzi, creando un bellissimo omaggio all’anima nera che sta alla base di tutta la musica afroamericana: il tutto mantenendo una credibilità, un’integrità ed una “botta” notevoli.
Giù il cappello…