Oh Colonist Oh Colonist!
Sulla lunga distanza qualche piccolo segno di stanchezza sale in superficie dalla “monocorde” voce, ma è un piccolo neo che gli abboniamo davvero volentieri. Un disco intimo e triste, perfetto per questo inverno senza fine.
- Artista
- Lou Moon’s
- Etichetta
- Il Versodelcinghiale Records
Il Verso del Cinghiale è una piccola grande etichetta, sceglie le sue uscite con giudizio e ha un occhio puntato verso il futuro. Allo stesso modo non disdegna cose più classiche come questo ”Oh Colonist Oh Colonist!”, un disco folk-pop nascosto fra le pieghe del blue(s).
Lou Moon’s è un side project di Mattia Airoldi (The Please) che si lascia andare a un disco solista, registrato nel 2009, appena accennato e mai realmente (ri)finito. Gli altri componenti dell’equipaggio sono Stefano Cattaneo alla batteria e Luca Piazza al basso che come moniker scelgono Hey Me Hey Mamas.
In questo viaggio per il nuovo mondo si ricerca una nuova vita e come molti viaggiatori, sorpresi nell’atto della partenza, si può individuare un comune denominatore: la voglia di riscatto e il tentativo di lasciarsi alle spalle il passato. Il lavoro si apre sulle note Exit Man, sound tradizionale alle root americane del delta e scivola su Corsair Music, country western quanto basta con la voce che si lamenta e ricorda a volte Johnny Cash, soprattutto in Mr Vermon ma che esprime il massimo del pathos in Hurt Me, ballata con struttura semplice ma efficace, dove le chitarre abbelliscono i contorni con poche note mirate.
È il canto di un uomo alla ricerca di se stesso, che scruta il mare e avvolge il suo canto in un gospel ricco di speranza, una speranza dai contorni irregolari, non propriamente a fuoco.
Sulla lunga distanza qualche piccolo segno di stanchezza sale in superficie dalla “monocorde” voce, ma è un piccolo neo che gli abboniamo davvero volentieri. Un disco intimo e triste, perfetto per questo inverno senza fine.


