Classic Rock 2 Maggio 2009

Omaggio a Lester Bangs: “Dante e le Divine Commedie”, sceneggiatura inedita per un cortometraggio

Il 30 aprile del 1982, esattamente 27 anni fa, moriva prematuramente a New York – a 33 anni, per overdose di farmaci – Lester Bangs.
Collaboratore di riviste come Creem, New Musical Express, Village Voice e Rolling Stone, e autore della basilare raccolta di saggi “Psychotic Reactions And Carburetor Dung”, Bangs è stato uno dei padri della moderna critica musicale, possessore di uno stile non lontano dal cosiddetto “gonzo journalism” di Hunter S. Thompson. Come scrisse Greil Marcus nella prefazione di “Psychotic Reactions…”: “What this book demands from a reader is a willingness to accept that the best writer in America could write almost nothing but record reviews.”

Nel 27° anniversario dalla morte di Bangs, pubblichiamo per ricordarlo la sceneggiatura inedita per un cortometraggio dal titolo “Dante e le Divine Commedie”, liberamente ispirato ad uno dei suoi migliori scritti, il racconto “My Night Of Ecstasy With The J. Geils Band”.
Here’s to you, Lester!

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SCENA 1 – VIA VENETO E HOTEL EXCELSIOR – Est. Giorno

Sono le prime ore di un pomeriggio piovigginoso. Sulla salita di Via Veneto che conduce verso l’hotel Excelsior arriva sputacchiando un vecchio Ciao. Lo guida un ragazzo di circa venticinque anni, ALBERTO: indossa uno spiegazzato trench bianco e ha le cuffiette dell’i-pod attaccate alle orecchie. Mentre il Ciao di Alberto si avvicina all’hotel, iniziamo a sentire, filtrata, la

MUSICA ROCK

che il giovane sta ascoltando.

Arrivato all’altezza dell’entrata dell’albergo, il giovane rallenta, lancia un’occhiata al portiere in divisa, poi fa un’inversione a U e si dirige in un punto libero del marciapiede, dove frena definitivamente il motorino. Sempre con le cuffiette in testa, scende e si piega a legare il motorino con la catena. Conclusa l’operazione, si dirige verso l’ingresso.
Con fare cerimonioso, il portiere gli apre il portone e lo lascia entrare.

SCENA 2 – ATRIO HOTEL EXCELSIOR E SALETTA RISERVATA – Int. Giorno

Alberto è all’interno del maestoso Hotel Excelsior e si guarda intorno come a cercare qualcuno. Intorno a lui, nel grande atrio, ci sono turisti americani seduti a leggere il giornale, uomini d’affari che conversano, giapponesi con le valigie in mano appena arrivati o pronti a ripartire.
Improvvisamente, da dietro, il giovane sente una voce che lo chiama:

VOCE FEMMINILE (f.c.)
Sei tu Alberto Zanussi di
MusicaFlash…?

Alberto si leva istintivamente le cuffiette di dosso e si volta. Davanti a lui, una ragazza sui trent’anni, carina, ben vestita, con aria da donna in carriera. Alberto le porge la mano.

ALBERTO
Sono io. E tu sei…
Lucia…?

La ragazza allunga la sua mano e stringe quella di Alberto.

LUCIA (con un sorrisone falso da Pierre)
Finalmente ci conosciamo…!

ALBERTO (poco convinto)
…finalmente…

LUCIA
Vedi, il brutto di questo lavoro è
che stai tutto il giorno attaccata
al telefono, quindi impari a conoscere
la gente per la loro voce ma non li
conosci quasi mai personalmente…
(la ragazza conduce Alberto in direzione
di una saletta)
Di qua…

Alberto segue Lucia. Non sa cosa dire.

ALBERTO
E’ arrivato stamattina…?

LUCIA
Per la verità, è arrivato solo
un paio d’ore fa… C’è stata
una serie di contrattempi
durante il viaggio…Hai già
sentito il disco…?

ALBERTO (incerto)
Sì, sì…l’ho sentito…

I due sono arrivati all’interno di uno spazio riservato. C’è un divano, una poltrona e un tavolino con sopra varie bottiglie di Bellini, patatine, noccioline e stuzzichini vari.

LUCIA (gli fa cenno di sedersi)
Per me è il più bello che
abbia mai fatto! C’è una
tale ricerca sonora, e poi
ha usato degli strumenti
esotici che non si erano mai
sentiti su un disco rock…
L’ha scritto tutta la critica, che
è il suo disco più maturo…

Alberto è ancora in piedi. Appare imbarazzato.

ALBERTO
Non so…Forse non l’ho ascoltato
con attenzione…

LUCIA
Prego, Alberto, siediti…Prendi
quello che vuoi…(indica le bottiglie
e gli stuzzichini sul tavolo)
.

Legnosamente Alberto si siede sull’orlo del soffice divano.

ALBERTO
Quanto pensi che dovrò
aspettare…?

LUCIA (guarda l’orologio)
Vediamo…Adesso è in camera
a farsi una doccia…Poi, magari,
vorrà prendersi qualche minuto
di relax…Non più di mezz’ora,
Alberto. Vado a dirgli che sei
arrivato.

La ragazza lancia ad Alberto un sorrisone da Pierre, gira i tacchi e si allontana.
Incerto sul da farsi, Alberto stappa un Bellini, lo versa in un bicchiere e inizia a sorseggiarlo.
Un orologio sulla parete segna le 14.30.

DISSOLVENZA

Lo stesso orologio che segna le 15.30.

DISSOLVENZA

Lo stesso orologio che segna le 16.30.

Alberto è ora semidisteso sul divano, un Bellini in mano e le cuffiette in testa da cui esce filtrata una

MUSICA ROCK

Sul tavolo davanti a lui, cinque delle molte bottiglie di Bellini sono già vuote, e la quantità di stuzzichini appare dimezzata.
Una mano sposta una cuffietta dall’orecchio di Alberto.

VOCE LUCIA (f.c.)
E’ arrivato il momento di
fare le presentazioni…!

Alberto si scuote, si tira su di scatto e si leva entrambe le cuffie dalla testa. Davanti a lui, Lucia e DANTE, il cantante del gruppo Dante e le Divine Commedie, un uomo dal fisico atletico sui 40 anni con codino, giubbotto di pelle e l’aria strafottente di chi è convinto di essere una rockstar arrivata.
Alberto si alza in piedi. Lucia fa le presentazioni.

LUCIA (indicando Alberto)
Alberto Zanussi di MusicaFlash…

Alberto allunga la mano.

ALBERTO
Piacere…

Dante però resta immobile, e Alberto per un attimo resta con la mano allungata come uno scemo, prima di ritrarla goffamente.

LUCIA
E lui, vabbé, chi non lo
conosce… è il grande Dante…

Dante si siede sul divano, affondando, a gambe larghe, in posizione spaparanzata.

LUCIA
Allora, è tutto a posto…!
Io vado, vi lascio liberi
di parlare quanto vi pare…

Come aveva fatto prima, la ragazza gira i tacchi e si allontana.
Alberto si siede sulla poltrona a fianco del divano. E’ un po’ intimidito dalla presenza carismatica di Dante.

ALBERTO
Allora…iniziamo…

DANTE (inespressivo)
Iniziamo…

Alberto tira fuori dalla tasca del trench il registratore. Poggia l’apparecchio sul tavolo e spinge il pulsante “REC”.

ALBERTO
Allora, Dante… parliamo un pochino
dei tuoi inizi… Di quando eri un ragazzo
della periferia di Milano e facevi il
portalettere…

Dante, con uno scatto improvviso, si tira su sul divano.

DANTE
Iniziamo male…!

ALBERTO (interdetto)
Come…?

DANTE
Pensavo fosse chiaro che
io del passato non parlo…
Sono qui per promuovere
il nuovo disco, e l’intervista su
quello deve vertere…

ALBERTO (preso di contropiede)
Anch’io voglio parlare del
nuovo disco… Solo che mi
sembra interessante giudicarlo
alla luce della tua evoluzione…

Dante afferra una bottiglia di Bellini, la stappa e inizia a bere direttamente dal collo.

DANTE
L’hai sentito “Amo il silenzio”,
il mio nuovo disco…?

ALBERTO
Un paio di volte…

DANTE
Che ne pensi?

SCENA 3 – CASA ALBERTO – Int. Notte

In primo piano, rischiarata da una lampada, la parte superiore di una macchina da scrivere. Si sente il

FRENETICO SUONO DEI TASTI CHE VANNO SU E GIU’

mentre sul foglio vediamo apparire, una a una, le lettere che formano la frase “SAPERE CHE DANTE E LE DIVINE COMMEDIE SONO LE UNICHE ROCKSTAR CHE ABBIAMO IN ITALIA CI GETTA NELLO SCONFORTO, TANTO PIU’ DOPO QUEST’ULTIMA INSULSA, PRESUNTUOSA OPERA…”

SCENA 4 – SALETTA RISERVATA HOTEL EXCELSIOR – Int. Giorno

Seduto sull’orlo della poltrona, Alberto cerca di proseguire l’intervista.

ALBERTO
E’ parecchio diverso dagli altri…

DANTE
Alla faccia se è diverso…! E’ il miglior
disco che ho mai fatto. E’ il più curato,
il più studiato… E’ la prima volta
che posso dire di un disco: ne sono
completamente fiero…

ALBERTO (azzarda)
Però avevi detto la stessa cosa un
anno fa, per “La rabbia che ho
dentro”…

Dante lo guarda male, poi afferra un’altra bottiglia di Bellini e inizia a scolarsela.

DANTE
Può essere… All’inizio quel
disco mi piaceva, ma adesso
mi fa schifo… E’ al di sotto del
mio standard, c’erano un sacco
di canzonette fatte per essere
passate alla radio. Ma “Amo il
silenzio” sono certo che resterà
nella storia. E’ il mio capolavoro…

ALBERTO
Come mai sei andato a registrarlo
in Burkina Faso…?

Dante manda giù il Bellini tutto d’un sorso. Poi, con movimenti lenti, si accende una sigaretta, e fa una lunga tirata.

DANTE
Essendo un artista, a volte mi
vengono delle intuizioni…sai,
un giorno mi sono svegliato che
avevo in testa questo suono di
tamburi africani, allora mi sono
informato su dove potevo ottenere
certi suoni…

ALBERTO
Potevi campionarli…

DANTE
La maggior parte dei miei
colleghi avrebbe fatto così…
Ma io, vedi, ho un profondo
rispetto per i miei fans. Volevo
dar loro un prodotto genuino…
Così siamo andati in Burkina
Faso dove c’è questa tribù che
continua a usare dei tamburi
fatti con la pelle degli animali
selvatici…

ALBERTO (inespressivo)
Interessante…

DANTE (convinto)
E’ stata un’esperienza
che mi ha dato molto, il
fatto di stare per due mesi
a contatto con gli zulù…

SCENA 5 – CASA ALBERTO – Int. Notte

Ancora in P.P., rischiarata da una lampada, la parte superiore di una macchina da scrivere. In sottofondo si sente

IL SUONO RITMICO DI TAMBURI AFRICANI,
ACCOMPAGNATO DA TIPICI CANTI ZULU

Più in primo piano, il

FRENETICO SUONO DEI TASTI CHE VANNO SU E GIU’

mentre sul foglio vediamo apparire, uno a uno, le lettere che formano la frase: “…IL MASSIMO DELLA PRESUNZIONE LO RAGGIUNGONO NELLA CANZONE “TRAMONTO AFRICANO”, IN CUI DANTE E LE DIVINE COMMEDIE SI AVVALGONO DI UNA SEZIONE RITMICA PROVENIENTE DA UN VILLAGGIO ZULU DEL BURKINA FASO. FORSE L’INTENZIONE DI DANTE ERA QUELLA DI RIFARSI UNA VERGINITA’ ARTISTICA, MA PER ME L’UNICA DEFINIZIONE E’: FUMO NEGLI OCCHI.”

SCENA 6 – SALETTA RISERVATA HOTEL EXCELSIOR – Int. Giorno

Nella saletta, Dante continua a parlare.

DANTE
Mi ha aiutato a crescere
non solo come artista, ma
anche come uomo…

VOCE LUCIA (f.c.)
Ragazzi, mi dispiace interrompervi,
ma si è fatto tardi…

Dietro la poltrona di Alberto, è arrivata Lucia, occhiali scuri in viso e una sacca a tracolla.

DANTE
Dobbiamo già andare…?

LUCIA (guarda l’orologio)
Ci aspettano al locale per il
soundcheck. (ad Alberto)
Se vuoi, puoi venire con noi
e proseguire l’intervista…

ALBERTO
Va bene…

Mentre Alberto si china a spegnere il registratore, Dante si alza, afferra un’altra bottiglia di Bellini e la stappa.

DANTE (a Lucia)
Quanta gente si prevede,
stasera…?

LUCIA (sempre sorridente)
Non abbiamo ancora il
tutto esaurito, ma ci manca
poco…I romani ti amano!

Dante tracanna una sorsata di Bellini.

DANTE
Beh, li farò divertire…!

Dante dà una pacca sul sedere a Lucia. La ragazza appare lusingata. I due iniziano ad allontanarsi verso l’atrio.

LUCIA
Com’è andata in Sicilia?

DANTE
Oh, non male, a parte una
ragazza che ha scavalcato la
recinzione ed è salita sul
palco e ha cercato di violentarmi…

LUCIA
Poi l’hanno afferrata…?

DANTE
Sì, ma ha fatto in tempo a
lasciarmi un segno di rossetto
sul collo…

Alberto resta a guardarli un attimo mentre si allontanano, poi raccoglie il registratore dal tavolo, se lo mette in tasca e si alza a sua volta per seguirli.

DISSOLVENZA

SCENA 7 – FURGONCINO IN MOVIMENTO – Int. Giorno

FINE DISSOLVENZA

L’interno di un furgoncino da viaggio “on the road”, comprendente un paio di lettini, un frigorifero e un tavolino. Seduto su uno dei letti, Dante si sta rollando una canna, mentre Alberto è seduto di fronte a lui sull’altro letto, e armeggia con il registratore.

ALBERTO
Ti va di ricominciare…?

Dante, tutto preso dal suo cannone, ha entrambe le mani occupate.

DANTE (distrattamente)
Eh…?

ALBERTO
Ti va di ricominciare da dove
avevamo interrotto…?

Dante incolla con la lingua i due lembi della canna.

DANTE
Sì, ma con calma…

Il cantante estrae un accendino dalla tasca e accende la canna. Tira una lunga boccata.

DANTE
Non male…(passa la canna
ad Alberto)
Dài, fatti una
fumata e rilassati…

Alberto si allunga a prendere in mano il cannone. Lo maneggia in modo goffo. Poi inizia a tirare. Chiude gli occhi, aspira il fumo a pieni polmoni. Infine riapre gli occhi e ridà la canna a Dante.

ALBERTO (tossicchia)
Parliamo dei testi del
nuovo disco…

Dante annuisce. Aspira dallo spino con fare consumato. Poi:

DANTE
Sono più maturi rispetto al
passato…Riflettono le mie
esperienze dello scorso anno…
E quindi parlano dei posti che
ho visto, delle persone che
ho conosciuto…

Passa il cannone ad Alberto, che fa un altro paio di tirate. Il giornalista ora ha l’aria un po’ stralunata.

ALBERTO (ripassando la canna a Dante)
Non ti offendere…ma posso
dirti una cosa…?

DANTE
Spara…

ALBERTO (ridacchia)
A me non m’è piaciuto
mica tanto il tuo nuovo
disco…

Dante resta con la canna in mano. Osserva Alberto, sembra colpito da quell’osservazione. Poi scoppia a ridere. Anche Alberto, liberato, inizia a ridere di cuore. Dante improvvisamente si blocca e ridiventa serio.

DANTE
Cos’è che non ti è piaciuto?

ALBERTO (cerca a fatica di rimanere serio)
Adesso non ti offendere…

DANTE
Non mi sono offeso. Voglio
solo sapere perché ti ha
fatto una cattiva impressione…

ALBERTO
Non è che non mi sia piaciuto…
Preso singolarmente…non è
male…Solo che, se lo confronti
alle tue prime cose…Ecco, ti
preferivo dieci anni fa…

Dante finalmente tira altre due boccate, poi ripassa la canna ad Alberto.

DANTE
Ti piacciono di più le mie
vecchie canzoni?

Alberto ora ha l’aria un po’ “fatta”. Parla a raffica, le sue parole si intrecciano.

ALBERTO (tra una tirata e l’altra)
Come si chiamava quel pezzo…? Ah,
sì, “Ragazzi bugiardi”…Era incisivo,
essenziale…e poi aveva un testo che
parlava direttamente al cuore di noi
ragazzi…(inizia a canticchiare)
“Siamo ragazzi bugiardi, diciamo
di far presto…”

DANTE (disgustato)
“…e invece facciam tardi…” Era
una stronzata, roba da prima
elementare! Mi vergogno di
averla incisa…

In P.P., visto dalla prospettiva di Alberto, il volto di Dante, che lo guarda scettico. E’ una visione non del tutto a fuoco.

VOCE ALBERTO (f.c., tra una tirata e l’altra)
Macché, era un gran pezzo…
Dopo che l’ho sentita, sei diventato
il mio idolo…Mi sono comprato
tutti i dischi, sono andato a tutti i
tuoi concerti…Quindi, vedi, se ti
critico è perché ti seguo fin
dall’inizio…

La visione di Dante in P.P. è sempre più sfocata.

DANTE (sfilando la canna dalle mani di Alberto)
Ma perché voi giornalisti dovete
sempre parlare del passato…!?
Io sto seguendo un mio percorso
artistico, sto cercando di rinnovare
la mia immagine e la mia musica…

L’immagine sfocata di Dante si trasforma in un turbinio di colori, finché non si annulla in una

DISSOLVENZA SU BIANCO

VOCE DANTE (f.c.)
…e tu mi continui a parlare delle
canzoncine che facevo dieci anni
fa per i ragazzini…

SCENA 8 – CAMERINO ARTISTI – Int. Sera

FINE DISSOLVENZA

Uno stanzone spoglio, con due tavoli a lato, un paio di chitarre appoggiate per terra con le relative custodie, e bottiglie di coca e whisky sparse qua e là.
Sdraiato su un divanetto in un angolo della stanza, Alberto ha riaperto gli occhi. E’ intontito, e sta faticosamente cercando di realizzare dove si trovi.
Dalla sua prospettiva, vediamo entrare nella stanza tre uomini sulla trentina con gli strumenti in mano, i membri delle Divine Commedie, seguiti da Dante.

PRIMO MUSICISTA (rivolto a un collega con le bacchette in mano)
…devi continuare a battere
sui tom, a quel punto…

SECONDO MUSICISTA (al collega con le bacchette)
…altrimenti resta uno spazio
vuoto…

TERZO MUSICISTA (con le bacchette in mano, agli altri)
Ma sul disco non è così…

PRIMO MUSICISTA
Perché lì lo spazio vuoto è coperto
dai tamburi degli zulù…

SECONDO MUSICISTA
Qui, però, non ce li
abbiamo, quindi devi
continuare a suonarci
sopra…

Intanto, Alberto si è tirato su dal divanetto. Dante si accosta a un tavolo, prende un laccio emostatico e se lo lega al braccio.

DANTE (ad Alberto, senza guardarlo)
Stai meglio? Mi
hai fatto prendere uno
spavento quando mi sei
collassato addosso…

ALBERTO (biascica)
Tra quanto inizia il
concerto…?

Dante è intento a far bruciare una sostanza con la fiamma dell’accendino.

DANTE
Tra due-tre ore…

Con una siringa in mano, il cantante cerca una vena libera sul braccio.
I quattro musicisti, all’altezza della soglia, stanno per andarsene.

PRIMO MUSICISTA
Noi andiamo a mangiare
un boccone. Vieni con
noi…?

DANTE (continua a cercare una vena)
Andate pure…Io resto qui
a finire l’intervista…

SECONDO MUSICISTA (uscendo)
Ci vediamo dopo, allora…

I quattro escono. Dante chiude gli occhi e si inietta la “roba”. Quando riapre lentamente gli occhi ha l’espressione estatica.

DANTE
Se vuoi favorire…

ALBERTO
No, ti ringrazio, è meglio
di no…

DANTE (tira fuori da una tasca un sacchetto)
Almeno tirati un po’ su…
Hai una faccia così pallida!

ALBERTO (riluttante)
No, guarda, io…

Dante, senza ascoltarlo, apre il sacchetto e versa sul tavolo un mucchietto di polvere bianca. Poi, con gesti esperti, lo divide in piccole strisce. Estrae dalla tasca una specie di cannuccia e la porge ad Alberto.

DANTE
Non ti far pregare…

Alberto si alza dal divano con movimenti lenti. Prende tra le dita la cannuccia e si china a fiutare. Quando si rialza, ha il naso ancora sporco di polverina bianca.

ALBERTO
Proseguiamo l’intervista…

DISSOLVENZA

SCENA 9 – LOCALE CONCERTO – Int. Sera

FINE DISSOLVENZA

Una panoramica del locale dove si svolgerà il concerto di Dante e le Divine Commedie, ci mostra il palco, con gli strumenti già al loro posto, e varie file di sedie poste a breve distanza.
Sul retro del locale, seduti in ultima fila, Alberto e Dante stanno discutendo animatamente, e le loro voci rimbombano all’interno della sala deserta. Alberto, in particolare, si muove, parla e gesticola con un’energia che non gli avevamo visto prima.

ALBERTO
E nell’89 hai fatto “Cuori di
gomma”, ed era ancora un bel
disco, si vedeva che era sentito,
esploravi quel mondo della
periferia di Milano che avevi
conosciuto da ragazzo, e
riuscivi a comunicare la
tua rabbia, la tua sofferenza…

DANTE
No, aspetta, che cazzo
vuoi dire? Che adesso non
comunico più un cazzo?

ALBERTO
Aspetta, fammi finire…!
Quel disco ha venduto un
casino, tu hai fatto i soldi
e l’anno dopo hai fatto
“Bambola”…

Alberto si ferma. Poi, guardando fisso negli occhi Dante:

ALBERTO (sottolinea)
“Bambola”.

DANTE
Beh, che hai da dire? Quel
disco è pure entrato nei
“top five”…

ALBERTO
Bambola! Dico: Bambola! Era
un ammasso di stupide, melense
canzoni d’amore. Era merda,
purissima merda…

DANTE (alterato)
L’ho fatto per i fans. Quello mi
chiedevano, quello gli ho dato…

ALBERTO
Tu i tuoi fans li hai traditi. Hai
tradito quelli come me che ti
adoravano e avevano tutti i tuoi
dischi. E adesso cerchi di
riconquistarci parlando della
fascia dell’ozono o assoldando
i tamburi degli zulù…Ma noi,
i tuoi ex-fans, ti diciamo, con
il dito medio ben in vista:
vaffanculo, Dante, non ci
avrai…perché il tuo ultimo
disco fa vomitare…!

Per Dante è troppo. Salta addosso ad Alberto e i due iniziano una feroce colluttazione. A un certo punto i due cadono dalle sedie e si rovesciano per terra. Si picchiano selvaggiamente, con pugni e calci da ambo le parti, ma sembra che nessuno dei due riesca ad avere la meglio.

ALBERTO (nella concitazione)
Stronzo! Sei un finto..!

DANTE (affannato)
Sono un artista…e tu non
sei niente…!

Improvvisamente una voce:

VOCE LUCIA (f.c.)
Dante…! Alberto…! Siete qui?

I due si fermano. Lentamente si tirano su, riassettandosi i vestiti. Sembrano due scolaretti che sono stati colti in flagrante mentre commettevano una marachella.

DANTE
Eccomi…Che succede?

La ragazza è un po’ interdetta ma non più di tanto, evidentemente abituata alle stranezze di Dante.

LUCIA
E’ meglio che ti vai a
preparare. Stiamo cominciando
a fare entrare il pubblico…

DANTE
Vengo subito…

La ragazza esibisce uno dei suoi sorrisoni da pierre ed esce dalla sala. Dante guarda Alberto con un’espressione di compatimento.

DANTE
Sai qual è il tuo problema?
Che sei un giornalista
musicale…

ALBERTO
Che c’entra..?

DANTE (sornione)
C’entra. Lo sanno tutti che
i giornalisti musicali sono
delle rock star frustrate…
E’ per questo che sapete
solo criticare…

ALBERTO
Cazzate…L’unica differenza
tra voi musicisti e noi giornalisti è
che io non posso andare in mezzo
alla strada a dire: tesoro, ti è
piaciuta la mia recensione di Dante
e le Divine Commedie? Mi direbbero:
come cazzo faccio a sapere che l’hai
scritta tu?

DANTE
Okay, allora ti faccio una
proposta: perché non sali sul
palco con noi stasera, e gli
mostri quello che sai fare…?

Alberto squadra Dante, incredulo. Eppure sembra che la rockstar non stia scherzando.
Il viso indeciso di Alberto in P.P.

ALBERTO
Io…? Sul palco…?

VOCE DANTE (f.c.)
Avrai i tuoi quindici minuti
di celebrità…

ALBERTO
Sei sicuro che si possa
fare…?

VOCE DANTE (f.c.)
Penserò io a tutto.

Dopo un ulteriore secondo di indecisione:

ALBERTO
Va bene…Proviamo…!

DISSOLVENZA

SCENA 10 – CAMERINO ARTISTI – Int. Sera

FINE DISSOLVENZA

Alberto entra sbuffando nel camerino affollato di gente: ci sono Lucia, Dante, i musicisti e qualche groupie.

ALBERTO (a Dante)
Me l’hai rimediata…?

DANTE (sorridente)
Eccola là…

Indica una custodia di pelle di forma rettangolare sul tavolo.

Mentre Alberto, teso, si proietta verso il tavolo, una delle groupies, incuriosita, si rivolge al terzo musicista.

GROUPIE (sottovoce)
Chi è quello…?

TERZO MUSICISTA
E’ Alberto, è un
giornalista musicale…
Ma stasera è dei nostri.

GROUPIE (intrigata)
Aahh…

Nervosamente, Alberto apre la custodia e ne tira fuori una vecchia macchina da scrivere, una Olivetti Lettera 32. Il giovane inizia a battere i tasti per saggiarla. Sembra che funzioni.

ALBERTO
C’è l’inchiostro…?

DANTE
Ho appena fatto cambiare
il nastro…

ALBERTO
E il soundcheck…?

DANTE
Già fatto…

Dante gli porge una risma di fogli.

DANTE
E non dimenticarti questi…
Sono fondamentali…

Alberto straccia la carta che avvolge la risma e appoggia il mazzo di fogli sopra alla macchina da scrivere.
Dalla sala concerto, giungono filtrati gli ululati e i fischi del pubblico che rumoreggia.
Dante fa cenno ad Alberto che è ora di salire sul palco.

DANTE
Forza, andiamo…!

ALBERTO (tradisce una forte emozione)
Andiamo…!

I due si urtano i pugni in stile “band americana”. Gridano a una sola voce per farsi coraggio:

DANTE E ALBERTO
Rock’n’Roll!

Dante, una chitarra in mano, è il primo a uscire dal camerino, seguito da Alberto, con la macchina da scrivere e i fogli sotto al braccio, e da tutti gli altri musicisti.

SCENA 11 – SALA CONCERTO – Int. Sera

Nella sala, stracolma di ragazzi, si leva un’ovazione quando fanno il loro ingresso Dante, le Divine Commedie e Alberto. Al centro del palco c’è una sedia, su cui Alberto poggia la sua macchina da scrivere. Dante va al microfono a salutare il pubblico.

DANTE (grida)
Ciao ragazzi…!

Urla di approvazione da parte dei fans. Intanto Alberto sta cercando di sistemare al meglio la sua macchina da scrivere. C’è un microfono che il giovane posiziona sopra l’apparecchio.

DANTE
Per la prima volta su
un palco…Dante, le Divine
Commedie e…(indica
Alberto) Alberto Zanussi
di MusicaFlash!

Alberto alza un braccio a salutare il pubblico. I fans, però, appaiono momentaneamente disorientati. Si sente qualche urlo, qualche fischio, ma nessuno riesce a capire cosa stia accadendo.
Dante fa qualche passo indietro, ritorna in mezzo ai suoi colleghi musicisti. Si accosta ad Alberto:

DANTE
Sei pronto?

Alberto appare emozionato. Guarda davanti a sé, un mare di persone che si sono improvvisamente ammutolite. Poi, con veemenza:

ALBERTO (a Dante)
Forza, rompiamogli il culo…!

Dante fa cenno al batterista che attacca un

RITMO

Poi egli stesso, l’altro chitarrista e il bassista iniziano a suonare una

LINEA MELODICA

Alberto si guarda intorno: tutti aspettano lui. Dopo alcuni attimi, estrae un foglio di carta dal mazzo, si alza e lo mostra al pubblico. Silenzio. Alberto si china e inserisce il foglio nella macchina da scrivere. Inizia timidamente a battere le dita sui tasti, cercando di andare a tempo con la musica. Il

TICCHETTIO DELLA MACCHINA DA SCRIVERE

si mescola con il tessuto sonoro creato dalla band. Alberto guarda il primo musicista, il chitarrista, e gli fa cenno che tutto è okay. Poi si volta verso il batterista e con la mano libera gli fa cenno di accelerare il tempo.

BATTERISTA
Okay, ragazzo!

La musica comincia ad accelerare, e, con essa, il ticchettio della macchina da scrivere. Finalmente il pubblico sembra rispondere. Alberto tira fuori il primo foglio e lo getta verso il pubblico. Quattro-cinque ragazzi si accapigliano per prenderlo al volo. Il giornalista inserisce un nuovo foglio e riprende il ritmo. E’ sempre più sicuro, adesso. Le sue mani si muovono come un fulmine sulla tastiera e ogni tanto riesce a lanciarsi sguardi d’intesa con i suoi colleghi musicisti che sorridono con sguardi che dicono: “stai andando alla grande”.
Il pubblico è in delirio: saltano, applaudono, si spellano le mani. Un’esibizione davvero travolgente. Alberto finisce il secondo foglio, lo tira fuori e lo getta al pubblico. Nasce un nuovo parapiglia. Il giornalista inserisce un altro foglio e ricomincia a ticchettare a tempo.
Dopo un po’, Dante gli fa un cenno: Alberto, con un movimento del capo, fa segno che ha capito, mentre continua a battere a macchina. La linea melodica di basso e chitarre sta arrivando alla conclusione. In un vortice di rullate di batterie, schitarrate e ticchettii di macchina da scrivere sempre più frenetici, la jam session si conclude.
Mentre il pubblico gli decreta una standing ovation, Alberto prende la macchina da scrivere e se la pone sopra la testa, come un trofeo. Poi la scaglia con forza per terra. Il pubblico applaude, e c’è chi grida:

PUBBLICO IN CORO
Al-ber-to! Al-ber-to!

Con il piede sinistro, Alberto molla un calcione a ciò che resta della macchina da scrivere, spedendola dall’altro lato del palco. Poi, di corsa, attraversa il proscenio e la va a recuperare, per scagliarla con violenza verso un altoparlante, causando un

ASSORDANTE RUMORE DI FEEDBACK

Soddisfatto, Alberto alza le braccia in segno di vittoria mentre si accosta al microfono di Dante:

ALBERTO (in preda a raptus da palco)
Grazie grazie grazie!!

Alberto, zompettando, esce dal palco tra gli applausi del pubblico mentre Dante e tutte le Divine Commedie lo osservano stupefatti.

SCENA 11 – CORRIDOIO TRA SALA CONCERTO E CAMERINO – Int. Giorno

Rosso in viso, trafelato, Alberto si fa largo lungo il corridoio per dirigersi verso l’uscita.
Lucia lo vede e cerca di fermarne l’andatura.

LUCIA (ammirata)
Sei stato fantastico, Alberto,
è stata un’esibizione meravigliosa…

Alberto la guarda di sottecchi, e, senza fermarsi:

ALBERTO
Grazie, Lucì…ma quando lo
firmiamo questo contratto?

Il giovane continua a dirigersi verso l’uscita con andatura spedita. Incrocia una delle groupies.

GROUPIE (provocante)
Complimenti…

ALBERTO
Grazie…

Con un braccio il giornalista cinge la vita della ragazza e la trascina con sé. La ragazza non si fa pregare, e a sua volta gli mette un braccio al collo.

GROUPIE
Dove andiamo…?

ALBERTO
Conosco un posto qui
vicino dove potremo
stare tranquilli…

GROUPIE
Wow….!

I due si allontanano verso l’uscita.

Dal lato opposto del corridoio, all’altezza dell’uscita dal palco, esce Dante con la chitarra in mano, seguito da due musicisti del suo gruppo. Trafelato, si rivolge a Lucia:

DANTE
Dov’è andato?

LUCIA
E’ uscito…

DANTE (sbattendo per terra il manico della chitarra)
Cazzo! Non potevi fermarlo…?

LUCIA
Ma voi che ci fate qua? Dovete
tornare a concludere il
concerto…!

Si sente, filtrato, il frastuono del pubblico che sta rumoreggiando. Ma Dante appare troppo fuori di sé per tornare in scena. Si rivolge ai suoi colleghi del gruppo che sono ancora sulla soglia.

DANTE
Insomma, siete riusciti a
capire che cosa c’era
scritto su quei fogli…!?

PRIMO MUSICISTA (scuote la testa)
Non lo sappiamo…

SECONDO MUSICISTA
Li ha gettati tutti verso
i ragazzi…

In quel momento, dalla sala concerto, rientra il batterista con in mano le bacchette e un foglio di carta.

TERZO MUSICISTA
Guarda, Dante! Questo è il
foglio che era rimasto nella
macchina da scrivere…!

La rockstar glielo strappa di mano.

DANTE
Dai qua…!

Aggrottando la fronte, Dante si mette a leggere, mentre tutti lo guardano ansiosi, specialmente Lucia.

LUCIA
Allora..?

Dante ripiega meticolosamente il foglio in due. Ha un’aria afflitta.

DANTE (rivolto a tutti)
Scusate, ragazzi, ho
bisogno di un periodo di
riflessione…

La rockstar consegna il foglio al batterista, poi va dritto verso il camerino e vi entra dentro.
Lucia, che ha perso la sua flemma di pierre, lo insegue.

LUCIA (gli grida dietro)
Dante ti prego! Non puoi fare
così…! Quella gente sta
aspettando te…!

Anche Lucia scompare dentro al camerino. Dalla sala concerto ricomincia a sentirsi il rumoreggiare del pubblico, mentre i tre musicisti si guardano, indecisi sul da farsi.

PRIMO MUSICISTA (agli altri)
Che dobbiamo fare?

TERZO MUSICISTA
Niente. Possiamo solo aspettare.

Passano alcuni secondi. Si sentono filtrate le urla di Lucia e di Dante nel camerino a fianco. Poi:

PRIMO MUSICISTA (al batterista)
Ma che c’era scritto su
quel foglio?

Il batterista apre il foglio di carta e lo mostra ai colleghi.
Lo vediamo anche noi, in primo piano. C’è scritto:
“&%JKTDDW(=)§*°KJFSS$FG//$£EBNIJFD”£”/)O)£$!”%(=JJRç°^°°*§)(GREEWX%&(J(/H%DF£S”C/(J=OKK=????)(&/I(&%££%”%)?/%L(J^^^*§”
e via dicendo.

I musicisti si guardano l’un l’altro, sinceramente impressionati.

PRIMO MUSICISTA
Hai capito!

SECONDO MUSICISTA
Però…!

TERZO MUSICISTA
Che roba…

PRIMO MUSICISTA (fa per dirigersi verso il camerino)
Ho bisogno di un periodo
di riflessione…

SECONDO MUSICISTA
Anch’io…

TERZO MUSICISTA
A chi lo dici…

I tre scompaiono dentro al camerino, lasciando il corridoio completamente deserto. Si sentono solo le urla del pubblico che ha ripreso a rumoreggiare.

MUSICA DI SOTTOFONDO

THE END