Classic Rock 11 Agosto 2008

Onsetcold

Death metal, doom, sinfonie: tutto questo nel full length di debutto degli inglesi Onsetcold, ottimo disco anche se forse un po' ripetitivo

Artista
Onsetcold

Non si può certo dire che, in soli 4 anni di vita, i britannici Onsetcold, dalla contea del Cheshire, non si siano dati da fare: 3 EP, un demo, numerosi live show e ora, finalmente, il loro full length omonimo di debutto.
“Onsetcold” è un disco d’esordio promettente anche se ancora imperfetto, e, pur essendo piuttosto uniforme nella struttura dei brani, mette in evidenza tutte le particolarità e i tratti di personalità salienti del gruppo: una solida e possente base death metal con inserti black, grande tecnica, attenzione all’aspetto sinfonico dei brani.
Quello degli Onsetcold è un metal dalle mille contaminazioni; la piattaforma death è riconoscibilissima grazie ai cambi di ritmo repentini, al growl e alle esplosioni blast beat tipiche del genere: caratteristiche che sin dal primo ascolto mettono in chiaro che ci si trova di fronte a musicisti di elevata caratura tecnica. Lo confermano sulfurei ed epici passaggi black metal, alcuni dei quali estremi e quasi al limite del doom, che non possono non richiamare gruppi come Satyricon, My Dying Bride, Burzum e simili. In tutto il disco è costante un interessante uso delle tastiere che, oltre ad aiutare i cambi ritmici, spesso fanno da introduzione a parti sinfoniche e orchestrali che spezzano la rabbia metal dei brani facendo di ognuno di essi quasi una breve suite, e rendono ancora più cupi e apocalittici gli scenari dipinti da brani come “Pale Horse” e “Psychopath” (due tra le track migliori). La opening track “Life Without Numbers” è una sorta di dichiarazione d’intenti e dello stile del quintetto britannico, ed è forse questo il limite principale degli Onsetcold: è bene mantenere delle costanti che rendano riconoscibile il sound del gruppo, ma è anche vero che il metal estremo è un genere che richiede la ricerca di soluzioni musicali e stilistiche sempre nuove per non cadere nella ripetizione e nell’indistinguibilità. La qualità e la fattura sono più che buone, e non c’è dubbio che, una volta superati i loro limiti compositivi e acquisita la capacità di variare sul tema, gli Onsetcold sapranno regalare grande musica agli appassionati del genere.