Italiani 19 Dicembre 2018

Psych Memories Propagation

Un ottimo disco in grado di trasportare l'ascoltatore all'interno di microcosmi sonori altri, di duelli mentali e asteroidi ritmici, ingabbiati piacevolmente in uno spazio siderale tra le maglie caleidoscopiche del suono

Artista
Sonicatomic

Nuova fatica discografica per i Sonicatomic, dopo l’esordio con Vibes Addiction. Se il primo album spalmava le sue sonorità su lande più marcatamente psych, con Psych Memories Propagation il sound si fa più granitico, deostruito, distorto. Un disco dunque più strutturato e complesso del precedente, più graffiante e corrosivo, in cui l’anima lisergica, seppur presente, si amalgama e si fonde a visioni kraut, lame heavy, echi stoner/noise e oscurità industrial.

Anche lo spirito jazzy e il sax, sempre pronto a destrutturare le allucinazioni sonore, si affacciano tra le trame del suono con un impulso più acido e tagliente: è il caso di Lacerazioni e Superdaddy.

Un sound strumentale e cinematico, quello dei Sonicatomic, che in Psych Memories Propagation viene leggermente contaminato da voci lontane, tanto aliene quanto contemporanee come in Italia reverse ’82 e Psych is dead. Come un inseguimento tra gangsters (Retata) e incontri ravvicinati con gli alieni (Margot, Alien Milk) l’album fonde sensazioni uditive tanto variegate quanto interessanti.

Psych Memories Propagation è un ottimo disco in grado di trasportare l’ascoltatore all’interno di microcosmi sonori altri, di duelli mentali e asteroidi ritmici, ingabbiati piacevolmente in uno spazio siderale tra le maglie caleidoscopiche del suono