Classica 2 Novembre 2025

Risate agrodolci nell’omaggio al dialetto e a Gilberto Govi

Il maestro delle risate eleganti e del teatro italiano (nonché della televisione) ha tributato un omaggio al suo dialetto, il genovese, e a un altro maestro del passato, Gilberto Govi, che per primo portò in scena la commedia firmata da Emerico Valentinetti con la Compagnia Comica Genovese.

Artista
Tullio Solenghi

Risate agrodolci nell’omaggio al dialetto e a Gilberto Govi: Tullio Solenghi grande protagonista con “Pignasecca e Pignaverde”.

“Dovrebbero insegnare il dialetto nelle scuole”, ha detto Tullio Solenghi in chiusura dello spettacolo “Pignasecca e Pignaverde”, in scena il 30 ottobre al Teatro Ariston di Sanremo.

Il maestro delle risate eleganti e del teatro italiano (nonché della televisione) ha tributato un omaggio al suo dialetto, il genovese, e a un altro maestro del passato, Gilberto Govi, che per primo portò in scena la commedia firmata da Emerico Valentinetti con la Compagnia Comica Genovese.

Uno spettacolo godibilissimo non solo per i liguri, ma comprensibile da un pubblico eterogeneo, grazie all’alternanza con le parti in italiano e all’ottima dizione di tutto il cast, in grado di scandire al meglio ogni battuta.

La commedia in due atti, produzione Teatro Sociale di Camogli e Teatro Nazionale di Genova, è diretta dallo stesso Tullio Solenghi, vede l’artista quasi irriconoscibile grazie al trucco e parrucco di Bruna Calvaresi.

Solenghi interpreta l’avarissimo Felice Pastorino, che conta ogni singolo centesimo della spesa, custodisce gelosamente pasti avanzati, cerca di ospitare meno possibile a pranzo e cena per risparmiare e, soprattutto, non pensa all’amore della figlia ma vuole “maritarla” a un ricco e anziano cugino.

Eppure se si scava nel suo apparentemente assurdo comportamento, si percepisce tutta la tragicità di questo personaggio. Dietro al suo spasmodico attaccamento alle palanche e agli oggetti, si cela in realtà un amore viscerale per la figlia e la paura di perderla lontano in America (tanto che, alla fine, accetterà il suo nuovo amore pur di vederla felice) perché, in fondo, lui è sempre un papà.

Nel cast anche Claudia Benzi (la moglie Matilde, che cerca di proteggere i sentimenti della ragazza), Laura Repetto (la figlia Amalia), Matteo Traverso (lo “squattrinato” Eugenio Devoto che poi cambierà radicalmente la sua posizione economica), Stefano Moretti (l’argentino Manuel Aguirre, che offrirà a Eugenio un nuovo lavoro), <b<Roberto Alinghieri (il padrone di casa Isidoro Grondona ma anche aiuto regista della pièce), Stefania Pepe (la serva Lucia, interpretata con molta verve) e Mauro Pirovano (Alessandro Raffo, il vecchio cugino). Un plauso a tutto il cast e in particolare a Pirovano, nome noto del teatro e tv italiana, che ha saputo dare il giusto colore al suo personaggio, facendo da ottima spalla comica a Solenghi, ma alternando anche un sentore malinconico.

Interessante il progetto scenografico do Davide Livermore, che ambienta tutto nella casa di Pastorino nei toni del grigio.

Bella la scena finale aggiunta, un omaggio a Sanremo e al Festival 1958, allo stupore per le prime televisioni, dove trionfò

“Volare” di Domenico Modugno, che chiude lo spettacolo con un ballo romantico tra i due giovani mentre le luci del nuovo magico apparato illuminano i volti della famiglia