RTZ
Arte e mestiere, anima e corpo, o ricordi e profezie: policromie folk tra inediti e fuori catalogo a cui non poter o voler rinunciare
- Artista
- Six Organs Of Admittance
- Etichetta
- Drag City
Si destreggia tra arte e mestiere RTZ in uscita per la Drag City, a undici anni dall’omonimo esordio di Ben Chasny, con il suo progetto a nome Six Organs Of Admittance. Per chi vi attendeva delle nuove (per gli americani) orizzonti psych folk e le attitudini lo-fi dei Six Organs, purtroppo o per fortuna ha ancora da attendere, di fatto non parliamo di nessuna neo-uscita ma di un autentica raccolta tra inediti da collezionisti e vere e proprie squisitezze fuori catalogo. Confidenze dal doppio formato, che a tratti sottolineano quell’identità mai scoperta, fatta di atmosferiche degradazioni e suggestive in elettronica e drones dai termini di visionaria espressione ed arcaica post-modernità, ovattata forse nelle successive più rock, a cui comunque l’esperienza ha forgiato carattere e stile. Partendo con ordine, il titolo: RTZ che volutamente prende il nome dal quattro piste utilizzato nelle registrazioni di queste sette tracce, si lascia dondolare e sonnecchiare nell’arpeggiate e recitate di Resurrection 1 per poi concedersi agli onirici viaggi folk di You Can Always See The Sun o nelle meditate vorticose iniziazioni di Redefinition Of Being. Che siano acustiche od elettriche a deliziarne le danze d’apertura, a concedersi come tramite d’intento Creation Aspect Earth o a chiudere il sipario Creation Aspect Fire , all’anima e al corpo di RTZ l’intensità e la bellezza non manca. Dopo un po’ in fondo, il punto della situazione deve essere fatto da cui partire e ritrovarsi cambiati o da conservare con se nei percorsi futuri. Qualsiasi sia il motivo di tale scelta a noi continua a piacere!!


