Schegge dal passato: Guided By Voices – Earthquake Glue (2003)
Ritornare su certi dischi a distanza di tempo è un’operazione “pericolosa”: si rischia di scoprire difetti o imperfezioni che non erano venuti alla luce durante i primi ascolti, e il giudizio positivo su un album che abbiamo amato può essere ridimensionato o addirittura ribaltato.
Ciò non accade però tornando sui solchi di “Earthquake Glue”, Lp del 2003 in cui i Guided By Voices di Robert Pollard si riconfermano un gruppo capace di dare vita a brani eccellenti, caratterizzati da una sensibilità pop mai banale e da un approccio alla forma canzone dal piglio deciso, spesso ruvido e veloce, ma sempre attento alla melodia, che può scaturire anche nei momenti più impensati.

L’album contiene alcuni gioielli come “My Kind Of Soldier”, vivace e impreziosita dalle elettriche stratificate, “Useless Inventions”, con un Pollard perfetto e ispiratissimo, e i tributi agli Who che qui si intitolano “I’ll Replace You With Machines” e “She Goes Off At Night”.
Vertici del disco sono però le ballate elettriche “Beat Your Wings”, lunga ed enfatica, e “The Best Of Jill Hives”, malinconica e dal cantato carezzevole – una grande interpretazione di Pollard – e la graffiante “Dead Cloud”, con un ritornello ipnotico che si stampa nella testa. Degne di nota anche l’elettroacustica “My Son, My Secretary And My Country”, col cantante che gioca con l’assonanza delle parole, e l’articolata “Mix Up The Satellite”, sospesa tra intrecci di chitarre elettriche pulite/distorte.
Peccato che “Earthquake Glue” poi si appiattisca nei pezzi finali, riproponendo soluzioni sonore già esplorate – e più efficacemente – con i brani precedenti.
Si tratta comunque di un ottimo disco, in cui Pollard e compagni hanno forse perso per strada un po’ della loro estetica lo-fi, ma di certo non il talento per comporre grandi canzoni.


