Indie 7 Febbraio 2002

Shangri-La Dee Da

Chi avrebbe detto che sarebbero arrivati così lontano? Certamente nel 1995 ci avrebbero scommesso in pochi

Etichetta
Atlantic

Chi avrebbe detto che sarebbero arrivati così lontano? Certamente nel 1995 ci avrebbero scommesso in pochi. In quell’anno Scott Weiland, voce del gruppo, ha cominciato ad avere guai con la legge per problemi di eroina. Da quel momento gli Stone Temple Pilots hanno vissuto una carriera a singhiozzo, scandita da periodi di detenzione e altri di disintossicazione. Oggi, per la quinta volta, il gruppo americano ha vinto la scommessa, dando alla luce il quinto album.
Dopo tante vicessitudini, i loro fan si aspettavano una band forse un po’ rammollita, e un disco che tradisse le origini hard del gruppo. Ma ascoltando Shangri-La Dee Da, la prima osservazione è che per ora i fans possono dormire sonni tranquilli: di rabbia ce n’è ancora parecchia, e il momento del rincoglionimento sembra piuttosto lontano. Accanto a un muro di suoni duri e impenetrabili, gli Stone Temple Pilots propongono tracce più facili, alcune spudoratamente pop come il singolo Days of the Week. Ma a ben vedere proprio qui è il bello del disco: non soltanto chitarre superdistorte ma anche tanto spazio all’inventiva, con soluzioni melodiche stimolanti e suoni originali. Così i brani, tutti diversi l’uno dall’altro, scorrono rapidamente e convincono pienamente.