Ambient/Elettronica 26 Maggio 2014

Smart Casual

Un album per certi versi visionario. Feeedback, trame percussive, sintetizzatori e sample per un insieme di distorsione sintetica che fa della sperimentazione la sua catarsi.

Ormai giunti al terzo album, dopo “Country Dances” (2008) e “The Human Arm” (2012) i Leverton Fox di ”Smart Casual” modellano il loro collage sonoro tra istanti di elettronica quasi impercettibile e macchie sonore dalla confluenza spaziale.
Tra atmosfere iperreali e cibernetiche la musica dei Leverton Fox sembra sconfinare nell’improvvisazione calcolata dal sapore cosmico tra tribalismi alieni e allucinazioni dal sapore quasi jazzy (Muttongoat), tra codici sonori binari (Strix Undercroft) e sporcature robotiche. Il linguaggio musicale alterna così visioni contrastanti, texture dinamiche e artificiali (Spool) a immagini incorporee ed evanescenti (Khan – Archnid Orchid) fino alla deflagrazione finale (The Gates Of Torquay).
Feeedback, trame percussive, sintetizzatori e sample per un album di distorsione sintetica che fa della sperimentazione la sua catarsi. Un album per certi versi visionario che di certo non si ascolta tutti i giorni ma che è sicuramente capace di condurre l’ascoltatore all’interno di un universo parallelo fatto di androidi e figure inumane, in un ideale pianeta in 3D abitato da replicanti e cyborg.