Indie 11 Gennaio 2013

The Feeling

"The Feeling": dissonante, distorto, ovattato e a tratti irritante

Artista
Naomi Punk
Etichetta
Captured Tracks

Per descrivere The Feeling, debutto discografico dei Naomi Punk, si potrebbe dire “ordinato disordine”. L’impressione che si ha a un primo ascolto è quella di essersi svegliati con un pesante post-sbronza e di percepire i suoni in modo confuso, ovattato e un po’ distorto con un leggero senso di sfasamento e di fastidio. Ma poi dopo il primo ascolto con un sospiro di sollievo ti rendi conto che il problema non è tuo, ma dei Naomi Punk, e inizi a prenderci gusto, piano piano assapori ogni distorsione, ogni sfasatura e le cose che prima ti infastidivano iniziano ad affascinarti piano piano ma inesorabilmente, finché la guerra è persa e il terzetto di Seattle ha vinto.

Finalmente da Seattle arriva qualcosa che non è folk – niente da dire contro Fleet Foxes e soci, ma qualcosa di un po’ meno bucolico e più “sporco” ogni tanto fa bene! – e che richiama alle radici grunge della città e al “Sound of Seattle” propagato ormai troppi anni fa dalla Sub Pop.
Diciamo che The Feeling è uno strano viaggio, in cui le parole si nascondono dietro una batteria incalzate ed esplosioni di chitarre dissonanti mantenendo una fisionomia riconoscibile ma perdendo un vero e proprio significato a volte.

L’idea è quella che per i Naomi Punk ci sia ancora un po’ da fare, ovviamente il viaggio è appena iniziato, il materiale grezzo di partenza su cui lavorare c’è, ma va ancora un po’ raffinato e certi spigoli vanno limati, senza però mettere da parte il suono “sporco” che è allo stesso tempo il loro punto di forza e il loro tallone d’Achille, è quello che ti fa storcere il naso al primo ascolto ma poi ti conquista. Il perfetto equilibrio tra questi poli s’intravede in alcuni pezzi come Bruned Body e la title track, The Feeling ma a volte si perde in un fiume sotterraneo distorto e dissonante.