Indie 21 Gennaio 2009

The Felice Brothers

...non è certamente colpa di Ian Felice se la sua voce ricorda un illustre personaggio della storia del rock originario di Duluth, nato nel 1941, e che all'anagrafe è registrato come Robert Allen Zimmerman

Tre fratelli – Ian, Simone e James Felice – della periferia di New York che vivono la strada suonando in ogni angolo di metropolitana, facendo i lavori più disparati e saltando come dei perfetti hobos di treno in treno. Un continuo peregrinare che li porta dapprima all’incontro con Christmas, abile giocatore di dadi che si unisce alla band, e successivamente a un contratto discografico con la Loose Records con la quale dopo aver autoprodotto Through These Reins And Gone del 2006 – realizzano nel 2007 il primo vero album d’esordio intitolato Tonight At The Arizona. Passa soltanto un anno ed ecco, però, che i Fratelli Felice stringono un nuovo accordo discografico, questa volta con l’encomiabile Team Love Records, con cui realizzano questo nuovo e omonimo lavoro che, seppure ricalcando involontariamente timbriche vocali e sonorità che ricordano esplicitamente Bob Dylan e la Band, ci entusiasma e ci travolge emotivamente come pochi dischi hanno saputo fare nel corso dell’anno appena trascorso. Con brani che sembrano usciti direttamente da Blonde On Blonde e con passaggi che entrano dritti nel cuore quali Little Ann, Goddamn You, Jim, Saint Stephen’s End e Murder By Mistletoe, questa seconda meraviglia della formazione yankee passa in rassegna tutta la tradizione folk rock americana. Un disco che ci accarezza e ci ubriaca d’emozioni prima con la baldanzosa Frankie’s Gun!, che serba il ricordo degli straordinari e mai dimenticati Pogues, e poi con il country-western di Whiskey In My Whiskey e Take This Bread che, oltretutto, si colora di dixieland. Helen Fry, Greatest Show On Earth e Wonderful Life sono suggelli assoluti che si imbrattano di blues e che racchiudono lo spirito di Woody Guthrie e che fanno di questa seconda fatica dei Felice Brothers una delle migliori uscite del 2008. E non è certamente colpa di Ian Felice se la sua voce ricorda un illustre personaggio della storia del rock originario di Duluth, nato nel 1941, e che all’anagrafe è registrato come Robert Allen Zimmerman.

(pubblicato per gentile concessione di
www.musicletter.it)