Indie 28 Febbraio 2007

The Peel Sessions 1991-2004

Ci eravamo dimenticati del fascino dei primi, burrascosi brani con cui si era fatta conoscere Polly Jean Harvey. Canzoni spoglie, tra l’urlato e il sussurrato. Silenzi pronti a esplodere e pezzi deflagranti

Artista
PJ Harvey
Etichetta
Island

Ci eravamo dimenticati del fascino dei primi, burrascosi brani con cui si era fatta conoscere Polly Jean Harvey. Canzoni spoglie, tra l’urlato e il sussurrato. Silenzi pronti a esplodere e pezzi deflagranti costruiti su scarne linee di chitarra (per lo più elettrica, talvolta acustica), basso e batteria. Il tutto mentre la Harvey metteva in musica storie di rapporti sballati tra i due sessi, con un forte accento sul contrasto tra la figura di colei che ama/è amata e colui che ama/è amato, e su una componente marcatamente sessuale come base di un legame (pericolosamente instabile) esibita senza falsi pudori.
Questa raccolta di registrazioni per la BBC effettuate tra l’ottobre 1991 – cioè prima dell’uscita dell’esordio Dry, nel 1992 – e il 2004 rappresenta un’occasione perfetta per riascoltare alcune di quelle composizioni, insieme ad altre che sono scaturite dalla penna e dalla sei corde dell’artista negli anni seguenti (si arriva a You Come Through, tratta dall’album del 2004 Uh Huh Her).
Oh My Lover è disperata, tesa, quasi straziante e caratterizzata da un sound corposo, mentre Victory è più solare, segnata da una slide e dai cambi di tempo retti da basso e batteria. Sheela-Na-Gig, è incentrata sull’alternanza quiet/loud/quiet, e lo stesso vale per Water, con i suoi pieni e i suoi vuoti. In Naked Cousin il suono della chitarra diventa deragliante, e dopo un’immersione nelle acque limacciose e blueseggianti di Wang Dang Doodle (cover di un brano di Willie Dixon) la Harvey si trasforma in una novella Janis Joplin per eseguire Losing Ground, scritta dal cantante-chitarrista Rainer Ptacek (scomparso nel 1997). In questo pezzo giocato su voce, basso e chitarra il raw power di Polly Jean si manifesta in tutto il suo grezzo splendore. Sono infine da segnalare anche l’intensa interpretazione dell’acustica That Was My Veil e la notturna Beautiful Feeling.
The Peel Sessions 1991-2004 si rivela insomma un titolo tutt’altro che secondario nella discografia dell’artista. I fan apprezzeranno, e probabilmente non solo loro.