The Will to Live
Come fa un modesto liutaio di Orange County a smuovere le acque della musica americana in soli tre anni?
- Artista
- Ben Harper
- Etichetta
- Virgin Records
Come fa un modesto liutaio di Orange County a smuovere le acque della musica americana in soli tre anni? E’ quello che bisogna chiedere a Ben Harper che, con soli tre album, si è imposto alle cronache quale protagonista e innovatore in un panorama creativo molto asfittico e autoreferenziale.
Ben Harper è stato minacciato sin dall’inizio da una sola sindrome: quella dell’ “erede” a tutti i costi. Il nuovo Hendrix, il figlio di Marley, un incrocio Cohen-Cobain, sono questi solo alcuni dei tentativi di etichettare il sound del nuovo talento d’oltreoceano.
Prima Welcome To the Cruel World e poi Fight For Your Mind, hanno stordito la critica per un eccesso di miscelazione di blues, reggae,soul e rock. Harper è diventato un incubo per molti puristi. Il terzo capitolo della vicenda, The Will To Live, propone sempre un repertorio istintivo, diretto e credibile, con pezzi che attingono a piene mani da ogni repertorio già scritto e da molti brani ancora non scritti.
Il risultato è, anche in questo caso, confortante per alcuni, fastidioso per altri. Harper sembra nato per scompaginare i clichet musicali, per poi ricomporli a suo piacimento con la stessa nonchalances e spregiudicatezza con cui si può tirare fuori un coniglio da un cappello.


