Indie 2 Aprile 2008

Tornano a maggio i Wire, profeti del post-punk inglese

Tornano dopo alcuni anni di assenza i britannici Wire di Colin Newman, Bruce Gilbert, Graham Lewis e Robert Gotobed, formazione chiave di quell’esaltante fase comunemente detta post-punk.
I Wire a partire dal 1977 furono infatti tra le prime band a traghettare il punk verso i confini del noise e dell’alternative e ad aprirsi all’uso dei sintetizzatori.
Restano storici i tre album “Pink Flag” (Harvest, 1977), “Chairs Missing” (Harvest, 1978), e “154” (Automatic, 1979), tra i capolavori dell’epoca, con cui il quartetto portò a compimento la transizione storica dal furore punkrock, sottoproletario e naturalista, al più raffinato postpunk, intellettuale e modernista.
La carriera della band è continuata fino ad oggi con l’uscita di album sempre all’altezza – è da riscoprire in particolare tutta la produzione dei Wire pubblicata su etichetta Mute verso la fine degli anni ’80 e primi ’90 – come testimonia anche il loro ultimo EP ‘Read and Burn 03’.

Due le date dei Wire in formazione originale – Colin Newman (canto, tastiere), Bruce Gilbert (chitarra), Graham Lewis (basso) e Robert Gotobed (batteria) – in Italia: lunedì 5 maggio al Bronson di Ravenna e martedì 6 maggio al Circolo degli Artisti di Roma.