Jazz 14 Novembre 2023

Uncle John’s Band

Nuovo disco per John Scofield, il geniale chitarrista jazz americano, molto abile sotto il profilo tecnico, ma anche estremamente creativo negli arrangiamenti delle sue composizioni.

Artista
John Scofield
Etichetta
ECM

Nuovo disco per John Scofield, il geniale chitarrista jazz americano, molto abile sotto il profilo tecnico, ma anche estremamente creativo negli arrangiamenti delle sue composizioni.

Questa volta abbiamo a che fare con un album doppio che si intitola “Uncle John’s Band”, proprio come la nota canzone dei Grateful Dead che chiude questo lavoro. In realtà, oltre all’omaggio a Jerry Garcia (altro grandissimo chitarrista, morto nel 1995), la “Uncle John Band” in questione sarebbe proprio il suo trio, una band eccezionale, che ha nell’ improvvisazione la sua caratteristica migliore e che comprende musicisti di indubbio valore come Vicente Archer, al contrabbasso e Bill Stewart, alla batteria. Una “line up” formidabile, estremamente affiatata, molto devota allo “Zio John” (Scofield) e sempre pronta ad assecondare ogni sua divagazione musicale.

La musica fluisce con notevole libertà e va dal blues al folk, dal rock al funk, dallo swing al country, senza mai rimanere confinata al jazz. Questo disco è un vero regalo per le nostre orecchie ma anche per la nostra anima per quanto è ricco di sfumature preziose che vanno ad arricchire il tipico “guitar work” di Scofield, che resta morbido e raffinato, seppure velocissimo nelle varie esecuzioni. Ben quattordici brani in tutto, molte però sono delle “cover version” di canzoni conosciute, presentate con degli arrangiamenti così diversi da rendere ancora più curioso e intrigante l’esercizio dell’ascolto. Confrontatevi, per esempio, con “Mr Tambourine Man” di Bob Dylan oppure con “Old Man” di Neil Young: resterete come estasiati nello scoprire composizioni quasi del tutto nuove rispetto a quelle originali , delle quali rimane soltanto un “refrain” – quello sì – riconoscibile.

Molto interessanti anche le interpretazioni di classici come “Somewhere” di Leonard Bernstein e come “Budo”, tratta da “The Birth Of Cool” di Miles Davis. L’album prevede anche la riproposta di importanti “jazz standard” come “Stairway To The Stars” e “Ray’s Idea”, che vanno ad affiancarsi ad altri sette brani originali composti proprio da John Scofield. Fra questi ultimi, vi segnaliamo pezzi particolarmente riusciti come “How Deep”, “Nothing Is Forever” e “Mo Green”.

Il disco è stato prodotto da Manfred Eicher e registrato al Clubhouse Studio di Rhinebeck, New York. Da ascoltare il prima possibile.