Classic Rock 13 Febbraio 2009

We Cut Our Fingers in July

Se il sangue italiano deve avere rock nelle sue sfumature, è anche giusto che un posticino venga affidato a band emergenti e fresche come i Tunas.

Artista
The Tunas

I Tunas sono senz’altro un classico gruppo rock, arrangiamenti in perfetta linea con il genere rispettivo ed atmosfera un po’ dannata e strafottente – e per questo divertita – tipica dei migliori gruppi rebel del momento – e non.
Sì, perchè la prima idea che nasce dal momento in cui ”Shat My Pants” – brano d’apertura dell’album della band – comincia a scagliarsi radicale e netta con le sue chitarre distorte e la batteria super-gasata è proprio quella di un gruppo un po’ d’altri tempi, di quella periferia americana zeppa di musicisti imbevuti d’alcol e sogni, che si ubriacano di vita e note da scaraventare ad una folla di giovani teen-agers pronti a scatenarsi sui loro pezzi un po’ psicotici.
Forse la particolarità dei Tunas è proprio questa: il portare con sè un mondo di rock che sopravvive e rimane integro nella sua frizzante vitalità grazie alla divertita vivacità di questi ragazzi bolognesi, che di gavetta pare ne abbiano fatta davvero tanta, e a cui non manca personale charme ed una bella quantità di ritmo nel sangue.
E se il sangue italiano deve avere rock nelle sue sfumature, è anche giusto che un posticino venga affidato a band emergenti e fresche come i Tunas.