Welcome To Jamrock
Un disco vario ma ben fatto; dove con calma e passione, il più piccolo dei figli di Marley miscela la musica americana con le sue radici
- Artista
- Damian Marley
- Etichetta
- Universal
A neanche trent’anni di età, il più piccolo dei figli di Bob Marley continua nella sua carriera di song writer con un disco giovane e ricco di influenze hip-hop (come altro non può essere per un ragazzo americano) ma con profonde e solide basi nella musica jamaicana.
Un disco vario ma ben fatto che non piacerà ai puristi ma piacerà a chi invece sa riconoscere le cose fatte con calma e passione. Un progetto in cui il nostro campiona gli Skatalites, propone, insieme al fratello Stephen, una cover del babbo (Pimper’s Paradise) con contaminazioni hip-hop (In 2 Deep) e praticamente riscrive Exodus con il titolo di Move; sforna un singolo che fa esplodere le dancehall come Welcome to Jamrock, fa due brani completamente roots (There For You e We Are Gonna Make It) il secondo in pieno stile Marley, canta con RAS (Road To Zion) e con Bounty Killer e Eek-A-Mouse (Khaki Suite), senza contare la partecipazione nel brano di apertura (Confrontation – nome per altro dell’album postumo del padre edito nel 1983 dalla Island) di Bunny Wailers.
Di materiale su quest’album ce ne è a sufficienza per incuriosire anche il più atarassico degli uditori.


