Indie 30 Giugno 2003

Welcome To The Monkey House

Non mi aveva entusiasmato l'ossessione mediatica di Bohemian Like You, ed è per questo che mi sono avvicinato al secondo lavoro dei Dandy Warhols con una malcelata curiosità. Che hanno combinato questa volta i temibili scapigliati dell'Oregon U.S.A.?

Artista
Dandy Warhols
Etichetta
EMI

In realta ‘Welcome To The Monkey House’, quarto album dei Dandies, arriva già praticamente vivisezionato da critica e anticipazioni ben calibrate dal management del gruppo. Si sapeva che la presenza di tre produttori orientati (Nile Rodgers – Duran Duran, Tony Visconti, Nile Rodgers) avrebbe bruscamente ridimensionato le doti naturali della band. E questo intervento in studio si è in effetti ripercosso su tutta la qualità del disco che suona un po’ new romantic se non, palesemente, filo Duran Duran. Il risultato? Una miscela piacevole di pop-hits e digressioni anni ottanta che già è stata sperimentata in altri tempi e luoghi (Blu Vertigo?), ma che sinceramente non danneggia l’attuale panorama della musica di vertice. Courtney Taylor, cantante e chitarrista dei Dandy Warhols, ha un’idea in testa e questo si nota per tutta la durata di ‘Welcome To The Monkey House’. Non è poco per un compositore pop di questi tempi, soprattutto dopo un successo planetario quale Thirteen Tales From Urban Bohemia. Non c’è da vergognarsi, quindi, se ci si possa far trascinare dal riff ruffiano di
“We used to be friends”, o dalla successiva “Plan A”. E’ una sottile provocazione anche a quel serioso establishment musicale che aspetta tutti al varco per benedire il prossimo capolavoro. Non è il caso dell’ultimo disco dei Dandy Warhols, e loro sembrano i primi ad essersene resi conto…….