Dopo Confessioni di una mente pericolosa e Good night, and good Luck, l’attore/regista George Clooney torna dietro (e davanti) la macchina da presa, con un film che, almeno stilisticamente, si distacca dai precedenti. In amore niente regole (orribile traduzione italiana del titolo originale Leaterheads, teste di cuoio), sotto l’apparenza di una sophisticated comedy con ambientazione sportiva, racchiude una serie di preoccupazioni e critiche al sistema americano lontani dalle regole del genere.
America, South Carolina 1925. Dodge Connolly è il capitano di una piccola squadra di football, i Duluth Bulldogs, che naviga in cattive acque. Per risollevare le sorti della sua squadra Dodge arruola Carter, giovane star del football universitario ed eroe di guerra. Ma a loro si unisce la giornalista Lexie Littleton, non convinta dell’atto di eroismo che il giovane Carter racconta alla nazione. Il film di Clooney si divide su due piani. Da una parte c’è la ricerca formale con la perfetta ricostruzione d’epoca (aiutato dalla splendida fotografia di Newton Thomas Sigel), che fa sembrare il film girato una cinquantina d’anni fa. Dall’altra parte c’è la nostalgia per un’America che non esiste più, cosa che aveva già fatto notare nel suo film precedente, Good night, and good luck. Infatti non c’è differenza tra il mondo del giornalismo e quello del football. Se in Good night, and good luck è MCarthy con la sua caccia alle streghe a togliere la libertà al giornalismo, qui sono le regole e gli sponsor a togliere la libertà a uno sport (lo sport dell’America), rendendolo prevedibile e noioso. E a permettere che siano i soldi a dettare le regole del gioco, non più la passione.
Ma Clooney non dimentica di dirigere una commedia e rende questo discorso piacevole e divertente, regalandoci una serie di gag strepitose. E se Clooney ci dimostra quello che i Coen e Soderbergh già ci avevano fatto capire, cioè di essere il miglior attore brillante contemporaneo, anche il resto del cast è all’altezza. Le smorfie di Renée Zellweger per una volta sono funzionali, mentre il giovane John Krasinski è molto bravo a far provocare nello spettatore sia irritazione che compassione per il suo personaggio.
Quindi se riuscite a superare la vergogna di pronunciare il titolo italiano alla biglietteria del cinema e se cercate una commedia in cui non sia necessario lasciare il cervello in macchina, In amore niente regole non vi deluderà, regalandovi delle sane risate. Che, in questo triste periodo, è quello che ci vuole.
Articolo del
15/04/2008 -
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