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Jon Favreau
Iron Man
Fantastico, 126' - U.S.A.
2008
Goldman & Associates, Marvel Enterprises / UIP
di
Gabriele Toresani
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Nato nel 1963 dalla mente di Stan Lee e Larry Lieber, Iron Man risultava un personaggio complicato da portare sullo schermo. Bisognava trovare una solida sceneggiatura, un attore carismatico e degli effetti speciali all’avanguardia. Il regista Jon Favreau ha trovato tutti questi elementi e li ha mescolati in maniera convincente.
Tony Stark, geniale miliardario proprietario di un’industria di armi, viene rapito in Afghanistan da una brigata di combattenti. Ferito al cuore, Stark, durante la prigionia, inventa un’armatura con cui riesce a fuggire. Tornato a casa traumatizzato dall’esperienza, decide di mollare il commercio di armi e di perfezionare la sua armatura per combattere il male. È così che diventa Iron Man.
Diciamo subito che la maggiore attrazione di Iron Man è il suo protagonista, Robert Downey Jr. . Grazie al suo talento il personaggio di Stark non risulta mai banale passando con disinvoltura da situazioni drammatiche (come l’attentato iniziale) a situazioni divertenti (le sue scene con il braccio meccanico sono tra le cose più esilaranti che abbia visto negli ultimi anni). Un plauso alla produzione che ha avuto, per una volta, il coraggio di scegliere un attore inedito alla scena del cinema action.
Anche il resto del cast è azzeccato. La bellissima Gwyneth Paltrow, nella parte dell’assistente di Stark Virginia "Pepper" Potts, è molto brava a tenere testa al protagonista (grazie anche alla sceneggiatura che presenta ottimi dialoghi) mentre Jeff Bridges è odioso al punto giusto nella parte del villain Obadiah Stane (che diventerà il pericoloso Iron Monger). L’unico un po’ sottotono è Terrence Howard, ma la sua interpretazione di Jim Rhodes (futuro War Machine) è stato molto penalizzata dal doppiaggio italiano.
Un plauso anche al team degli effetti speciali. Con Iron Man hanno raggiunto un tale livello di perfezione visiva che è difficile distinguere il reale dal fittizio (basti guardare lo scontro di Tony Stark con i due jet o alla lotta finale con Iron Monger). E la Mark III (l’armatura finale di Stark) fa rimanere a bocca aperta per la cura con cui è stata realizzata.
Ma il merito maggiore va al regista Jon Favreau, che è riuscito a creare un film che accontenta sia l’esperto di fumetti (a loro consiglio di rimanere seduti fino alla fine dei titoli di coda) che l’ignorante in materia. Certo molte cose sono cambiate dal passato (il messaggio anticomunista del fumetto diventa un messaggio pacifista, il maggiordomo Jarvis nel film è un computer parlante), ma Favreau riesce ad amalgamare il tutto in maniera mirabile riuscendo a portare Iron Man nell’olimpo del cinema supereroistico.
Articolo del
06/05/2008 -
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