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Larry & Andy Wachowski
Speed Racer
Azione, 135' - U.S.A.
2008
Warner Bros. Pictures, Silver Pictures, Village Roadshow Pictures / Warner Bros. Pictures
di
Gabriele Toresani
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Trasposizione cinematografica dell'anime giapponese Superauto Mach 5, nata negli anni Sessanta, il nuovo film dei fratelli Wachowski è una creatura strana. Sicuramente non è un film riuscito, ma comunque una pellicola con una grande personalità.
Il film narra delle prodezze di Speed, giovane pilota che concorre per la scuderia familiare. La matassa si dipana quando quando la potente scuderia Royalton nota il suo grosso talento e propone a Speed un contratto che il giovane talento rifiuta. La Royalton cercherà così di rovinarlo ma Speed, grazie alla sua bravura e alla sua famiglia, riuscirà a spuntarla e avere la meglio.
Come si potrà notare, è difficile trovare una storia più banale. Ed è questo il più grande problema di Speed Racer. Infatti la sceneggiatura non presenta grossi colpi di scena e i Wachowski mettono in bocca ai loro personaggi dei dialoghi non certo memorabili, che fanno un po’ pesare le due ore e venti di durata.
Sul versante attori non va molto meglio. Emile Hirsch non sembra lo stesso attore che ci ha regalato la splendida interpretazione in Into the Wild. Mentre dispiace sentire recitare certi dialoghi da attori del calibro di John Goodman e Susan Sarandon. Christina Ricci è relegata a una parte minore mentre Matthew Fox (il Jack di Lost) è costretto a recitare per tutto il film con un costume assurdo. Certo tutti fanno dignitosamente il loro dovere, ma visto il nutrito cast era lecito aspettarsi di più.
È tuttavia ovvio che tutto ciò non interessava ai Wachowski. Quello che più gli stava a cuore era dare sfogo alla loro immaginazione più sfrenata senza guardare in faccia a nessuno e senza paura che questa raggiungesse vette trash inarrivabili (vedere per credere la parti con il fratellino di Speed). Scenografie assurde (nel senso buono del termine), cambi di scena impossibili: tutto è stato pensato per ricreare su pellicola le atmosfere dell’anime originale. Ma il meglio i due fratelli lo danno nelle scene di corsa travolgenti e visionarie, basti pensare all’ultimo, mozzafiato, grand prix finale.
Quindi, nonostante i molti difetti, Speed Racer è un film da vedere. Se non altro per la simpatia per i Wachowski che, dopo cinque anni di silenzio, hanno avuto il coraggio di ripresentarsi con questo “fusissimo” film. Correndo il rischio questa volta di trovare chiuse le porte del pubblico.
Articolo del
11/05/2008 -
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