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Michael Haneke
Funny games
Thriller, U.S.A.
2007
Celluloid Dreams, Celluloid Nightmares, Dreamachine, Halcyon Pictures, Tartan Films, X Filme International / Lucky Red
di
Gabriele Toresani
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EXTRANTEPRIMA! Uscita prevista in sala: 11 luglio 2008
Funny games è uno delle migliori pellicole del grande Michael Haneke. Proiettato nel 1997 al festival di Cannes si presentò subito come uno dei film più disturbanti mai realizzati. I diritti sono stati comprati a Hollywood per un remake ma Haneke, non sentendosi pronto a lasciare una delle sue preziose creature nelle mani di qualcun altro, ha deciso di prendersene carico in prima persona, copiando l’originale inquadratura per inquadratura.
I due giovani Paul e Peter si intrufolano nella casa delle vacanze di Ann, George e il loro figlio Georgie, e gli propongono una scommessa: ce la faranno a rimanere vivi entro la mattinata seguente? Sarà una lunga notte per la famiglia, che subirà una lunga serie di violenze.
Tranquillizziamo subito gli scettici: questo Funny games è all’altezza del precedente realizzato ormai dieci anni fa. Chi temeva un’edulcorazione di Haneke da parte del sistema hollywoodiano tiri un sospiro di sollievo. Funny games è un film disturbante e malato come il predecessore, un pugno nello stomaco dello spettatore, che si porterà addosso per molto tempo l’angoscia provocata dalla visione. E, nonostante ricalchi perfettamente l’originale, evita la sensazione del già visto vivendo di vita propria e riuscendo a tenere incollato alla poltrona anche chi conosca il primo genito.
Parte del merito va al grande direttore della fotografia Darius Khondji (Seven, My blueberry nights), che riesce a rendere il tono ancor più freddo e asettico dell’originale, angoscioso fin dalle prime inquadrature.
Ma il merito è soprattutto del cast, in vero stato di grazia: Naomi Watts, grazie alla sua bellezza, riesce a donare un pizzico di sensualità rendendo ancora più perverso lo sguardo dello spettatore (maschile, ovviamente), che proverà per lei attrazione fisica quando dovrebbe provare pietà e dolore. Tim Roth, invece, è ottimo con quel suo sguardo incredulo e rassegnato al suo destino e a quello della sua famiglia. Ma le vere sorprese di questo secondo Funny games sono Michael Pitt e Brady Corbet. I due giovani attori sono infatti perfetti nel provocare disgusto, ma nello stesso tempo complicità, da parte dello spettatore. Sempre più curioso di assistere alle violenze che perpetueranno alla famiglia.
Per questo motivo Funny games è uno dei grandi horror della stagione (insieme agli inediti in Italia The Mist di Frank Darabont e Bug di William Friedkin).Haneke riesce tirare fuori il marcio che c’è in ognuno noi, lasciandoci un segno indelebile che ci porteremo dietro a lungo. Chi ha visto l’originale sa di cosa si parla. Per gli altri consiglio la visione di questo remake. E, nonostante faccia male, vi assicuro che ne vale la pena.
Articolo del
11/06/2008 -
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