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Ignazio Deg (Ignazio De Girolamo il suo vero nome) è un interessante cantautore italiano. Ha iniziato la sua carriera come DJ, performer per poi approdare al cantautorato. Oggi lo abbiamo intervistato per saperne di più e per farci dire della sua esperienza a “Il MEI ti ascolta a Sanremo 2026” con il suo ultimo lavoro "Sulle scale di Ostuni".
Ignazio sei fortissimo. Ne è passato di tempo dai tuoi debutti e successi come DJ,performer e creativo. Come vivi oggi questo successo principalmente comemusicista? Lo vivo con gratitudine. Vengo dalla radio, dalle discoteche, dalle piazze della Puglia… hofatto tanta strada prima di arrivare a vivere la musica come cantautore. Oggi mi sento piùlibero: scrivo, racconto storie, porto la mia terra nelle canzoni. Il successo non lo misurosolo con i numeri, ma con le persone che cantano i miei brani sotto il palco. Quella è lavera energia.
Come ti sei sentito a Sanremo con “Sulle scale di Ostuni”? È stato un momento molto forte. Sanremo è un luogo simbolico per la musica italiana eportare lì una canzone che parla della mia Puglia, delle scale bianche di Ostuni, è statoemozionante. Quando la musica incontra la bellezza di una terra così intensa, succedequalcosa di speciale. È stato uno di quei momenti che restano.
Cosa ti interessa di più oggi della tua produzione musicale? La verità. Oggi mi interessa scrivere canzoni che abbiano un’anima. Possono essereleggere, pop, da ballare come Puglia Nuova, oppure più cinematiche e poetiche comeSulle scale di Ostuni, ma devono lasciare qualcosa. Voglio raccontare emozioni, luoghi epersone vere.
Chi è stato il tuo punto di riferimento? Sono cresciuto ascoltando tanta musica italiana. Mi hanno sempre affascinato gli artistiche sanno raccontare immagini nelle canzoni. Ma devo dire che anche la mia terra è stataun grande maestro: la Puglia, le piazze, la pizzica, le storie della gente. Da lì nasce tantadella mia ispirazione.
Un po’ tutti ormai fanno i duetti. Ti piacerebbe farne uno ed eventualmente conchi? Sì, il duetto è un incontro di mondi. Mi piacerebbe collaborare con artisti che hanno unaforte identità. Penso ad esempio ad Annalisa, che ha una voce incredibile e un grandestile pop. Sarebbe bello unire il mio immaginario mediterraneo con il suo mondo musicale.
Ci lasci un tuo messaggio per questo mondo di umanità che sta crollando?Credo che oggi abbiamo bisogno di tornare alle cose semplici: guardarci negli occhi,parlare, ascoltare davvero. Viviamo troppo veloci. La musica, l’arte, la cultura servonoproprio a questo: a ricordarci che siamo esseri umani prima di tutto.
La musica ci salverà? Non so se ci salverà… ma sicuramente ci farà sentire meno soli. E a volte basta unacanzone per cambiare l’umore di una giornata, per accendere una speranza. E quandouna piazza canta insieme, lì capisci che qualcosa di bello esiste ancora.
Articolo del
17/03/2026 -
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