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Mascis torna nella capitale. Una buona occasione per riascoltarlo, specie se si considera che negli ultimi tempi si è fatto accompagnare da una band con Mike Watt (ex Minutemen) al basso. Mascis invece si presenta sul palco da solo, introdotto da due strumentali in finger-picking di John Fahey (!?), e mentre si sistema sulla sedia davanti al microfono, pensiamo già che assisteremo ad un concerto acustico simile a quello registrato anni fa per l'album "Martin & Me". Niente di più sbagliato. O meglio, Mascis in versione folksinger neilyoungiano si accompagna effettivamente con un'acustica elettrificata (una Gibson ha sostituito la Martin che dava il titolo al disco dal vivo), ma c'è un importante cambiamento: grazie ad una particolare pedaliera, il cantante/chitarrista registra le parti di chitarra mentre le esegue, e poi usandole come base ritmica ci suona sopra i suoi assoli virtuosistici iperdistorti. Le timide melodie della sei corde acustica vengono squassate dal sound saturo di fuzz - vero marchio di fabbrica di Mascis - e l'ex leader dei Dinosaur Jr si sbizzarrisce in lunghe parti solistiche in bilico tra melodia e rumore lancinante, di grande impatto anche se un po' ripetitive (come accade, del resto, in ogni suo disco, da "Dinosaur" fino all'ultimo album con i Fog). La veste acustica e solitaria forse non si addice a tutte le canzoni (ad esempio, "Freak Scene" perde il suo fascino dirompente), ma la scelta di irrobustirne l'esecuzione (riavvicinando così i pezzi alla loro forma originale "rumorosa") si rivela azzeccata e allontana il concerto di Mascis dalle sonorità immortalate in "Martin & Me" (disco troppo monocorde, che aveva il suo punto di forza nelle cover contenute). ---------------- Mascis, grassoccio e con look alla "nonna abelarda" (capelli lunghi e occhialoni), pesca a piene mani dal repertorio del dinosauro, suonando anche "Repulsion", dal primo album. Per il resto, fra pacati accordi di chitarra acustica e riff fragorosi, vengono proposti diversi brani di "Green Mind" (a parere di chi scrive, il disco più ispirato di Mascis) come "Thumb" e la psichedelica "Flying Cloud" (quest'ultima un po' zoppicante). Anche di "Where You Been" vengono suonate diverse canzoni, tra cui la ballata "Get Me" - uno dei pezzi che il pubblico sembra conoscere meglio - allungata da un eccellente assolo, e "What Else Is New". Il poco loquace Mascis esegue anche brani più recenti, e si arriva ai due striminziti bis: nel primo il chitarrista ci regala una bella versione di "The Wagon", poi lascia il palco. Ci torna soltanto per un ultima canzone, "Every Mother's Son", dall'album dei Lynyrd Skynyrd "Gimme Back My Bullets" (1976). Ma è abbastanza.
Articolo del
14/11/2003 -
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