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Sono passati ormai quasi 23 anni dall’assurda morte di John Lennon, ucciso da un fan fanatico e malato a tal punto da arrivare a sparare al suo idolo. Dopo tanto tempo e tante parole spese su di lui, c'è un punto essenziale su cui voglio focalizzare questa mia breve riflessione: John Lennon era un grande uomo. Sia con i Beatles, sia successivamente come solista e spesso accompagnato dalla moglie Yoko Ono, Lennon è stato in grado di scrivere ed interpretare canzoni bellissime. Le pubblicazioni e le raccolte postume sull'ex-Beatle si sono moltiplicate nel tempo. Di recente è uscito il libro "John Lennon Legend", e a questo si è aggiunto un DVD che ripropone i video delle sue canzoni più belle. Nel frattempo è in corso la preparazione di uno spettacolo teatrale sulla sua vita, il cui titolo non ancora definitivo è "Progetto Lennon", in cui, secondo le prime indiscrezioni, si alterneranno ben 12 diversi attori, ognuno per una fase della vita di Lennon. Questo rinnovato interesse per Lennon mi ha portato, in questi giorni, a rileggere parecchie cose su questo straordinario personaggio. In particolare, mi ha molto impressionato ritrovare la trascrizione di un’intervista che Lennon aveva rilasciato appena due giorni prima di essere ucciso. Quello che colpisce di più in questa intervista sono l’amore che John provava per la sua famiglia e per la vita intera, oltre all’energia e alla voglia di fare che lo animavano. Le parole che usa per descrivere il particolare momento della sua vita sono piene di affetto e di dolcezza: Lennon parla della gioia che aveva provato dall’inizio della sua storia d’amore con Yoko, nel lavorare e nel vivere assieme a lei. È incredibile leggere di come due persone siano entrate in una sintonia perfetta, tanto da avere fisicamente bisogno di fare continuamente tutto assieme. Molte persone, soprattutto fan dei Beatles, avevano indicato in Yoko Ono una delle ragioni per cui la band aveva finito per sciogliersi. La questione, però, appare un po’ diversa: John e Yoko erano davvero molto presi l’uno dall’altra e proprio per questo desideravano condividere le loro esperienze. John parla della curiosità di Yoko verso la musica e della voglia di partecipare a tutto quello che il compagno faceva, contrariamente a molte altre donne, che invece accettavano il loro ruolo di "moglie di" e restavano in diparte ad occuparsi della routine quotidiana. Lennon non nasconde nulla e parla in tutta sincerità dei problemi che aveva avuto per via della dipendenza dalle droghe di cui aveva fatto uso e di come sia, infine, riuscito a superare il problema e descrive con tenerezza il suo rapporto con il figlio Sean, di cui si era occupato in modo continuo dopo lo scioglimento dei Beatles e per il quale aveva scritto la canzone "Beautiful boy". Tra le qualità di Lennon c'è proprio la sua attitudine a mostrare un naturale anticonformismo. Contrariamente a quanto si possa credere, i grandi classici di John Lennon non hanno avuto una vita facile, nel senso che ci sono stati, spesso, problemi con la censura e con le case discografiche, che non volevano concedere troppa libertà di espressione agli artisti e, perciò, facevano a volte cambiare i testi delle canzoni. Quello che John, però, dichiara con tutta la sua convinzione è che lo scopo dell’artista è in primo luogo la libertà. Nel corso dell’intervista si parla di "Imagine", l’inno all’amore e all’uguaglianza che, secondo le parole dello stesso Lennon, nacque grazie ad alcune cose che aveva scritto Yoko, in cui si ripetevano più volte le parole "Immagina che…". Si parla di "Happy Christmas War is over", la canzone destinata a diventare un classico natalizio, al pari della immortale "White Christmas", un inno che grida al mondo quanto sia importante la pace, la convivenza pacifica ed il rispetto tra le persone, temi trattati anche nella bellissima (e, nonostante gli anni, ancora attuale) "Give peace a chance". Lennon è un vero sognatore, come lui stesso si definisce, e ripensando a quello che è rimasto ci ha davvero regalato molto. Credo che ancora oggi, a più di vent'anni di distanza dalla sua scomparsa, dovremmo tenere in considerazione quello che ha cercato di dirci attraverso la sua musica: uno straordinario messaggio di amore e di uguaglianza.
Articolo del
17/11/2003 -
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