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John Mayall & the Bluesbreakers
John Mayall & the Bluesbreakers e Robert Cray Band live al PalaCisalfa - Roma, 19 Novembre 2003
Roma
19/11/2003
di
Giancarlo De Chirico
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Una vera e propria immersione nel blues, una serata da ricordare che inizia puntuale con la band di Robert Cray che di certo non si può definire gruppo di supporto, tanta e tale la gloria fin qui accumulata sulla scena del blues internazionale da questo chitarrista di talento, che ha da poco pubblicato “Time Will Tell” il suo nuovo disco, dal quale vengono tratti brani come “Survivor” e “Up In The Sky” che, dal vivo, acquistano un sapore ancora più intenso. E poi un classico del suo repertorio come “Bad Influence” e una sequela di brani costellati da lunghi “guitar solo” in regola con la tradizione, ma talvolta fin troppo calligrafici. Molto bella però l’esecuzione di un pezzo come “Where Do We Go From Here”, che ci regala tutte le intense emozioni che solo un passaggio di blues può dare. ------------Dopo un breve intervallo per risistemare il palco arriva il momento di John Mayall che - nato nel novembre del lontano 1933 - festeggia idealmente il suo settantesimo compleanno introdotto da un breve “set” dei fidi Bluesbreakers, che vedono la presenza di uno straordinario Buddy Whittington alla chitarra elettrica, del compagno di tante battaglie Joe Yuele alla batteria, di Hank Van Sickle al basso e di Tom Canning alle tastiere. Si comincia con “Kids Got The Blues” e “Dirty Water”, brani tratti da “No Days Off” l’ultimo album firmato dal vecchio bluesman inglese, che raccoglie l’applauso di un pubblico di affezionati ogni qual volta che suona l’armonica o si esibisce al piano. Ancora altri brani, questa volta tratti da “Stories”, un disco di qualche anno fa, e un “Blues For The Lost Days” dal sapore vagamente nostalgico, subito però rivitalizzato da un vibrante “boogie woogie” che introduce “Somebody’s Acting Like A Judge” che la dice lunga sulla volontà e sulla ostinazione di una icona dei primi anni settanta, che non accetta di essere messo da parte. Ecco ancora “Kokomo” un rhythm & blues frizzante all’interno del quale trova spazio addirittura il “refrain” di “Satisfaction” degli Stones, subito seguito da “Happy To Know About My Babe” una “blues ballad” dalla struttura classica, sapientemente rallentata ed intensa. Si chiude con John Mayall ed i suoi Bluesbreakers richiamati a gran voce sul palco a regalarci una pregevole esecuzione di “All Your Love”, con tanto di rigraziamenti finali e commozione da parte dello zoccolo duro del blues.
Articolo del
22/11/2003 -
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