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Ad un primo sguardo malizioso gli Strokes non sono proprio male: cinque ragazzi emaciati e bellocci comparsi d’improvviso sulla scena musicale ed immediatamente acclamati dai giornalisti di mezzo mondo come la più grande band rock dei primi anni del terzo millennio dopo cristo…. Ma da dove saltano fuori gli Strokes? Arrivano dalla Grande Mela, New York, e hanno il loro punto di forza nel cantante e compositore di testi Julian Casablancas. Proprio Julian, assieme ai due amici di college Nick Valensi e Fabrizio Moretti (pare che molte grandi band nascano in questo modo, quindi tenete d’occhio le bacheche: potrebbe esserci la vostra occasione!), ha formato il primo nucleo della band. Julian è il vocalist, Valensi il chitarrista e Moretti (che, come avrete intuito, ha origini italiane ed è noto alle cronache mondane per un flirt con Drew Barrymore) è il batterista. I tre non erano esattamente i ragazzi più popolari della scuola piuttosto esclusiva che frequentano, ma avevano in comune la passione per la musica e una grande ammirazione per artisti del calibro di John Lennon, Television, Pearl Jam, Bob Dylan, Nirvana e Velvet Underground. Tutti e tre i ragazzi appartengono a famiglie benestanti (Julian è il figlio del fondatore dell’agenzia di modelle Elite), ma sembrano non curarsene più di tanto: in cima ai loro interessi c’è la musica. Al trio iniziale si aggiungono presto altri due elementi, entrambi legati in qualche modo a Julian. Il primo è il bassista Nikolai Fraiture, che era stato per qualche tempo compagno di corso di Julian, ma lo aveva perso di vista dopo essere stato bocciato a scuola. Il secondo è il chitarrista Albert Hammond, che aveva incontrato Casablancas mentre entrambi frequentavano una scuola svizzera. The Strokes iniziano a macinare concerti e si esibiscono anche al Mercury Lounge, un locale di grande importanza per il panorama musicale di NY. Proprio uno dei pr del Merc, Ryan Gentles, grande ammiratore del gruppo, ne diventa il manager. La band viene presto notata dal produttore Gordon Raphael, che finanzia il loro demo “The modern age”, composto da solo tre canzoni che, a quanto pare, sono sufficienti a scatenare l’entusiasmo della casa discografica inglese Rough Trade Records, per la quale gli Strokes realizzano il loro album d’esordio “Is this it?” nel 2001. Grazie ai contatti di Gentles, the Strokes diventano la band che apre i concerti degli americani Guided by Voices e degli inglesi The Doves, aggiudicandosi così un folto seguito di fan. Dopo il tour, The Strokes si sono rinchiusi in sala di registrazione e hanno lavorato su nuovo materiale, andando a riascoltare gli album dei grandi artisti della storia musicale recente. Il batterista Moretti ha dichiarato a riguardo di considerare importantissima l’influenza della musica degli altri per poter creare nuove e originali canzoni. Il secondo album della band, Rooms on fire, è uscito nella seconda metà di ottobre e sta ottenendo un buon riscontro di pubblico, anche se la critica è molto divisa. Secondo alcuni critici, infatti, il secondo lavoro è troppo simile al precedente; per altri, invece, “Rooms on fire” rappresenta una buona prova della maturazione dei cinque musicisti. L’album contiene undici canzoni e il primo singolo estratto, 12:51, è accompagnato da un video, diretto da Roman Coppola (figlio di Francis Ford), e mostra immagini di un concerto newyorkese alternate a immagini ispirate dal film Tron, un film di fantascienza del 1982 interpretato da Jeff Bridges. Le tracce di questo secondo album contengono molti riferimenti alle esperienze affettive: ne è esempio lampante uno dei pezzi più riusciti e meritevoli, “Under Control”, una ballata che parla proprio di una relazione. A livello di suono, è evidente la grande sezione ritmica realizzata dal batterista Moretti e del bassista Fraiture, che però non vanno ad oscurare il lavoro degli altri, anzi si integrano a formare un’ottima base per la voce di Casablancas. The Strokes sono attualmente impegnati in un tour mondiale che toccherà anche l’Italia, Roma per la precisione, il 18 dicembre. E dal momento che i fan della band esaltano le doti della band dal vivo, questo concerto potrebbe essere una buona partenza per conoscere il gruppo che ha dato nuovo vigore alla scena rock.
Articolo del
09/12/2003 -
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