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Seratona, questa al Villaggio Globale, dove si è esibito David Rodigan: probabilmente l’unico selector bianco veramente amato e rispettato dalla popolazione jamaicana. La sua carriera inizia ufficialmente 25 anni fa alla BBC Radio London, continuata poi dal 1979 al 1990 a Capitol Radio e poi a Kiss 100, solo per citare le radio inglesi. Ma lui, la fama se l’è guadagnata sul campo, intendendo con questo l’apprezzamento ed il riconoscimento attribuitogli costantemente dalle platee dei sound system non solo londinesi ma soprattutto jamaicani. Rodigan si è battuto in numerosi clashes (sfide a colpi di musica tra dj sullo stesso palco) tra cui il primo e più famoso è stato quello svoltosi nel 1983 nella sede della jamaicana JBC Radio 1 contro Barry G (il dj resident), durato dalle otto di sera alle due del mattino e che l’ha reso famoso in tutta l’isola. L’evidenza del rispetto di cui gode sono gli innumerevoli specials o dubplates che dir si voglia, che nel corso della sua carriera gli sono stati dedicati da più o meno tutti gli artisti e dalle lunghissime interviste concessegli (quattro ore con Prince Buster, sei con Bunny Wailer, ecc.). Insomma David Rodigan è uno che col reggae nel sangue ci è nato e quindi ogni sua performance ha qualcosa da insegnare sulla musica caraibica: non a caso è famoso per la disinvoltura con cui passa dallo ska al roots, dallo steady al raggamuffin, cosa che può fare solamente chi ama e conosce profondamente le radici e la cultura di ciò che va a suonare. -------------- Anche in questa serata David non si è smentito, anche se debbo dire ho notato un calo nella tensione che si crea nelle sue esibizioni, rispetto alle precedenti serate italiane. Lui: abituato a saltare, a scatenarsi, a fare dei rewinds da lasciarci le puntine, è stato stranamente calmo e malinconico in particolare nella scelta dei brani, sempre che si possa mai definirlo calmo e malinconico. Insomma più che una dancehall è stata una lezione di storia della musica jamaicana. Bob Marley, soprattutto in apertura e chiusura, tanto per ricordare a noi “giovani” chi è che ci ha avvicinato al reggae e poi Prince Buster e Morgan Heritage, Luciano ed Eek A Mouse, Jacob Miller e gli Skatalites, Barrington Levy e Jr. Kelly, Buju Banton, Sizzla, Capleton ma la cosa più strana è stata che, a differenza delle sue precedenti serate romane, si è tenuto a debita distanza dai pezzi più ragga e moderni, inserendo invece dei grandi classici del raggamuffin più melodico: Beres Hammond e Sanchez sopra a tutti. Da un punto di vista storico-musicale una grande serata; per chi invece, come il sottoscritto, era andato per sentire qualcosa di nuovo proveniente da oltre manica e non solo, è stata una dancehall abbastanza magra. ---------- Per chi volesse sentirlo sarà ancora a gennaio: il 22 a Bologna, il 23 a Marghera (Euro Afrique), il 24 a Torino (Babylonia), il 25 a Palermo (Candelia); e per chi volesse curiosare, anche David Rodigan ha un sito sempre aggiornato: www.rodigan.com.
Articolo del
19/01/2004 -
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