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Che dire di questo concerto? Innanzitutto un ringraziamento al pubblico che ha evitato comportamenti esageratamente idioti per buona parte dell’evento; un secondo grazie agli organizzatori, che sono riusciti a mettere insieme artisti apprezzati dal pubblico, anche se non tutti allo stesso modo. -------- Il concerto si è aperto con la band Moe, un gruppo di emergenti che si sono scatenati a ritmo di rap e hip hop. Di seguito è salita sul palco la neozelandese Bic Runga, sconosciuta alla maggior parte del pubblico, che però le ha tributato un buon numero di applausi convinti.Ha preso parte al concerto anche Amy Winehouse, che nonostante sia stata annunciata come grandissima artista non è riuscita a entrare in sintonia con il numeroso pubblico sul sagrato del duomo. Amy ha una grande voce, d’accordo, ma sembrava cantare solo per sé. E va bene che ha solo diciannove anni e quindi forse le manca ancora un po’ l’esperienza, ma di certo vedere una figura quasi immobile sul palco, che ogni tanto si ricorda di scrollare le spalle o ancheggiare un po’, non fa esattamente di lei un’artista che sa catturare l’attenzione. È andata decisamente meglio con i Kosheen, che hanno presentato praticamente tutti i loro successi, da “Hungry” a “Hide you” a “All in my head”. E grazie alla loro performance, vi assicuro che l’intero pubblico cantava, applaudiva e ballava come un’unica onda. Buona la performance anche degli Stereophonics, che hanno proposto canzoni vecchie e nuove, tra cui i due tormentoni “Have a nice day” e “Maybe tomorrow”, con il cantante Kelly con la sua inconfondibile voce più roca che mai che cercava di entrare in contatto col pubblico ma, complice il caldo e la lingua inglese, il contatto è riuscito solo a metà. A sorpresa, è salito sul palco anche Alex Britti, che ha davvero trascinato il pubblico in una serie di cori delle sue canzoni. Alex si è esibito alla maniera del suo recente tour “Kitarra, voce e piede”: da solo sul palco, o meglio in compagnia della sua chitarra acustica, aiutato solo da un campionatore che ha usato per registrare parti dell’esibizione da usare come base, il tutto sotto gli occhi degli spettatori affascinati dalla sua bravura. Grandissima anche Carmen Consoli, che ha cantato due delle sue canzoni più belle, “Parole di Burro” e “L’eccezione”. Carmen era attesissima e il pubblico di Milano si è fatto ben sentire durante tutta l’esibizione. A chiudere la serata la bravissima Alicia Keys, che con le sue note al pianoforte e la sua voce magica ha ammutolito l’intero sagrato del duomo con le sue ultime canzoni tratte da “The diary of Alicia Keys”.
Articolo del
31/05/2004 -
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