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La band si forma a Athens, in Georgia, intorno a 4 componenti: Michael Stipe alla voce, Peter Buck alla chitarra, Mike Mills al basso e Bill Barry alla batteria. L’inizio della loro storia è di quelli più classici: quattro universitari con la passione per la musica che si incontrano e iniziano a suonare insieme. Serve un nome per la band e la scelta cade su REM, che sta per Rapid Eyes Movement (che è la fase del sonno in cui si inizia a sognare). Il nome non venne scelto per nessuna particolare ragione: c’era bisogno di un nome per la band e, per far prima, fu scelto a caso. I REM realizzano il primo EP, “Chronic town”, nel 1982. Con il singolo “Radio Free Europe”, la band si fa conoscere dalla critica (che li ammira) e dal suo pubblico e inizia a dichiarare, già agli inizi della carriera, il proprio interesse per quanto succede nel mondo, ed in particolare a criticare le amministrazioni politiche degli Stati Uniti. L’anno successivo, arriva la pubblicazione dell’album di debutto, “Murmur”, cui seguirà due anni più tardi “Reckoning”. Per il terzo lavoro, la band cambia scenario e si sposta a Londra, dove lavorano e realizzano “Fables Of The Reconstruction” (1985) e subito l’anno dopo “Life’s rich pageant” Il colpo grosso arriva però nel 1987: è l’anno di “Document”, che contiene la splendida “The one I love” e “It’s the end of the world as we know it (and I feel fine), che in Italia vedrà un nuovo successo grazie alla versione in italiano realizzata da Ligabue. Lo stesso anno, i REM danno alle stampe “Dead letter office”, con quella piccola perla che è la cover di “Femme fatale” dei Velvet Underground. Il 1988 segna un anno in cui la band decide di tirare un attimo il fiato e, date le numerose pubblicazioni già all’attivo, si concede un best of, intitolato “Eponymous”. Sempre nel 1988, la band pubblica “Green”, da cui verranno estratti vari singoli, tra cui "Orange Crush", che diventeranno dei veri e propri tormentoni nelle trasmissioni radio. Dopo un’assenza di due anni, i REM tornano alla ribalta nel 1991 con “Out of time”, e poi a raffica “Automatic for the people” (1992), “Monster” (1994), e “New adventures in Hi-Fi” (1996). Il 1997 non vede uscite discografiche, ma uno stravolgimento avviene all’interno della band. Il chitarrista Bill Berry è colpito da aneurisma durante uno show. Dopo lo shock e il terribile colpo, Berry decide che la su carriera nel mondo dello spettacolo è arrivata al capolinea e lascia la band in modo definitivo. I tre membri restanti si ritrovano, come dichiarerà Michael Stipe, spiazzati e spaesati dopo la partenza di Barry, ma continuano a fare musica insieme. Ovviamente la mancanza del loro batterista si sente, ma il terzetto si rende conto che sta comunque realizzando della buona musica. Perciò nel 1998 esce “Up”. E poi ancora “Man on the moon”, colonna sonora del film omonimo con Jim Carrey, e “Reveal”, da cui vengono estratte “The great beyond” e “All the way to Reno” Da allora, hanno realizzato lo scorso anno un altro best of, intitolato “In time”, che conteneva anche gli inediti “Bad day” e “Animal”. E del nuovo album hanno detto che sarà un lavoro politico, dove le scelte dell’amministrazione americana saranno fortemente criticate.
Articolo del
31/08/2004 -
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