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Indipendent Days Festival
Indipendent Days Festival 2004 - Bologna, 4-5 settembre 2004 (seconda parte)
Arena Parco Nord - Bologna
05/09/2004
di
Claudio Biffi
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Sono le 11,30 e si ricomincia la migrazione verso l’Arena Parco Nord assieme ai primi coraggiosi che si andranno a posizionare sotto il palco felici e ansiosi di attendere le prime esibizioni previste per le 13,30 sotto il dolce tepore del sole a 35 gradi che ci accompagna da ieri senza un attimo si sosta; ma cosa sarà un po’ di caldo a confronto di quel sano rock bollente previsto per l’intera giornata?. La tipologia dei rockers presenti a questa seconda giornata è decisamente diversa da quella del sabato, forse per la presenza di band più hard rock ma anche per l’effettiva maggior consistenza del cartellone dell’intera kermesse. Sono le band italiane dei Derozer e dei Persiana Jones ad aprire le danze ed il pubblico risponde con passione ed entusiasmo alle sollecitazioni hardcore dei primi e a quelle rock’n’roll pervase di hip hop e funk dei secondi. Un ottima impressione la fanno i Dirthbombs, formazione solida con la caratteristica di avere sul palco due bassisti, due batteristi e il cantante solista alla chitarra, sicuramente particolari e di effetto ma anche musicalmente ben preparati e subito in sintonia con il pubblico presente. Alle 17,35 sale sul palco la bassista canadese Melissa Auf Der Maur, già al fianco delle Hole di Courtney Love e compagna di Billy Corgan con gli Smashing Pumpkins, che presenta il suo album in cui hanno fatto capolino il solito Dave Grhol e Mark Lanegan. Melissa occupa dignitosamente il suo spazio e fornisce una prestazione dignitosa da professionista rocker abituata a migrare tra i festival estivi. L’energia di Lars Fredderiksen si impossessa dell’Arena alle 18.50 quando arrivano i primi segnali di ombra e ne beneficiano quelli delle prime file che pogando come ossessi si lasciano trasportare dall’ex componente dei Rancid e dalla sua band che trovano il modo di dedicare alcune cover punk su richiesta del pubblico, una in particolare dei Ramones amici di tante scorribande. Alle 20,15 arriva il tuffo nel passato con ciò che resta dei leggendari MC5 dopo la scomparsa di Rob Tyner e di Fred “Sonic” Smith marito della ben nota Patty. Sono stati loro i veri anticipatori del punk quasi 40 anni fa e l’esperienza accumulata si fa sentire durante l’intera esibizione in cui vengono ripercorsi tutti gli stereotipi del rock. La notte sta ormai calando ma l’atmosfera si fa sempre più bollente nell’attesa dei Velvet Revolver e come testimoniano le migliaia di magliette dei Guns and Roses indossate dai presenti, di Slash e soci reduci dalle ceneri della mitica band. La celebrazione ha inizio con Scott Weiland che in piedi sulle casse acustica intona i brani del primo disco della nuova band e trascina il pubblico in un vortice hard, in tutti i sensi, visto l’abbigliamento provocatorio indossato. Ma la vera sorpresa che manda in visibilio il pubblico è l’apparizione dell’ex gunners Izzy Stradlin che affianca i Velvet Revolver per riproporre il vecchio brano “It’s So Easy” a cui segue un'altra cover degli Stone Temple Pilots tanto per rimettere in equilibrio le origini dei componenti della band. I cori inneggianti ai Guns and Roses non fanno piacere a Slash e tantomeno a Scott Weiland che conclude l’esibizione durata circa un ora e si allontana visibilmente infastidito e anche poco contento della propria esibizione. Sono oramai le 23.00 quando con un salto indietro temporale si affaccia sul palco la band che ha stravolto la scena rock del nuovo millennio: i Darkness, veri eredi del glam rock di Marc Bolan, dei Queen e dei Van Halen tutti assieme con i loro abiti sgargianti, a dire il vero solo per il cantante, e conditi da interminabili assolo di chitarre e cori fatti apposta per le folle dei concerti negli stadi. La band si produce in un collaudato show condito da tutti gli elementi essenziali e fa il verso ad un mondo che sembra ormai lontano anni luca e a dire la verità l’apprezzamento è decisamente inferiore al previsto ma dopo due giorni così intensi di musica live chiunque rimarrebbe provato ed è quasi una liberazione quando a mezzanotte in punto dopo due bis i Darkness salutano la fine della loro tournee europea e con loro la due giorni dell’Indipendent Days Festival. Tra i fumi della polvere sollevata dagli ultimi entusiasmi la folla si avvia verso l’uscita, anche per quest’anno il rito si è compiuto. Rock On
Articolo del
17/09/2004 -
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