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Un matrimonio, quello tra Mtv ed il Tora! Tora! che sulla carta, rischiava seriamente di oscurare l’importanza oggettiva che il festival creato da Manuel Agnelli si è riuscito a ricamare in, ormai parecchi, anni di militanza in giro per l’Italia. E’ stata, invece, una giornata estremamente godibile e ben congegnata quella che domenica 26 settembre ha portato il carrozzone del Tora! Tora! a Fiumicino, in un progetto fortemente voluto dalla Provincia di Roma che vuole mirare alla rivalutazione di tutto il circondario capitolino, con eventi attinenti alle tendenze giovanili e tesi a rivitalizzare aree che spesso vivono realmente di briciole, rispetto a quanto avviene all’interno del circuito/spettacoli di Roma. Il posto scelto per questa prima collaborazione con l’organizzazione di Mtv (nella fattispecie, sotto l’egida del suo programma più seguito, ovvero Brand : New) è stato il Parco di Villa Guglielmi, un enorme spazio che ben si è prestato ad ospitare il numeroso pubblico che lentamente è convenuto sotto il grande palco della manifestazione. Si è cominciato verso le 16 con gli onori d’apertura affidati all’eclettismo degli Zu (ricordiamo che il trio ha lavorato con Steve Albini ed il loro ultimo disco Radiale è distribuito in tutto il mondo…) che con cinque brani (tra cui Epidurale, Vegetalista, Mar Glaciale Artico e Detonatore) tratti dal loro ormai cospicuo repertorio, hanno riscaldato una platea ancora pigra e sonnacchiosa. A seguire, Cesare Basile ha offerto quattro canzoni, di cui tre, estratte dal suo ultimo lavoro Gran calavera elettrica, ovvero Apocrifo, In coda e Albero di Giuda; l’artista siciliano ha poi lasciato il passo a Julie’s Haircut e Giardini di Mirò, ben accolti dal pubblico che cominciava ad aumentare man mano che calava la sera: per i primi, un’ottima prova a dimostrazione della grande crescita che la formazione di Adult situations è riuscita a compiere in tutti questi anni; per i Giardini di Mirò, invece, una conferma di quanto di buono si sia detto e si dica di loro nell’ambiente musicale, con uno show emozionante e fortemente coinvolgente. Questa la loro scaletta: Trompso is ok, When you were a postcard, A new start e Blood red bird. La follia dei One Dimensional Man è servita ad agitare le acque in un pomeriggio che cominciava a sfiorare le diecimila presenze mentre con le quattro canzoni di Marco Parente il pubblico è riuscito a rifiatare prima di ricominciare a muoversi con le vibrazioni dei Baustelle, una delle realtà più belle che la nostra musica può offrire oggi. Oltre al singolo Arriva lo ye-ye, la band toscana ha regalato tra le altre, La moda del lento, Gomma, La canzone del riformatorio e Love affair. Il menu si avviava agli artisti più attesi: un’intensa prova è arrivata da Cristina Donà, fresca di pubblicazione della versione inglese del suo ultimo disco; Triathlon, Nel mio giardino e Invisible girl tra i brani effettuati. Con i Linea 77, quella che fino a quel momento era una rassegna musicale intensamente emotiva e multiforme si trasformava in una vera e propria bolgia, a testimoniare di quanta stima ed affetto, goda oggi la formazione piemontese e non solo tra i giovani (e non solo in Italia…): Potato music machine, Ants, Moka Third moon, Fantasma, la cover di Walk like an egyptian e Touch, firmano la loro presenza nell’ultima giornata dell’ultima edizione 2004 del Tora! Tora!. E finalmente arrivarono gli Interpol. Presenza quanto mai inedita nel festival di Manuel Agnelli, poiché rappresenta la prima partecipazione di una formazione straniera dentro un contenitore che fino ad oggi è stato prettamente nazionale, quella degli Interpol ha significato un po’ il marchio di Mtv all’interno del Tora! Tora!. E bisogna ammettere che una tale unione, oltre che estremamente suggestiva, è apparsa incredibilmente armoniosa. Simbolo di una New York che da qualche anno sta riscoprendo un nuovo vigore stilistico, il gruppo americano ha alternato brani del vecchio disco ad altri del nuovo (Antics), fresco fresco di pubblicazione. A seguire, la solita grande festa dei Modena City Ramblers e la conclusiva calorosa accoglienza verso gli Afterhours e Manuel Agnelli, inventore di un movimento che nel tempo è riuscito a far conoscere, viaggiando per l’Italia, i vari aspetti della nostra musica indipendente (e non…) che difficilmente avrebbero potuto avere una simile visibilità. Con Rapace, La sottile linea bianca, Dea, Quello che non c’è, La canzone di Marinella, Gioia e rivoluzione (tratta dalla colonna sonora del film Lavorare con lentezza in cui gli Afterhours impersono gli Area), Ci sono molti modi, Veleno, Male di miele e The bed, la giornata veniva conclusa in maniera eccellente, a conferma di quanto possano essere sani e curativi gli effetti di simili operazioni. Aspettiamo con ansia l’appuntamento del prossimo anno che avrà una location diversa ma la medesima voglia di amare e di amore.
Articolo del
14/10/2004 -
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