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Si e' chiuso in bellezza il ciclo di concerti di musica contemporanea "Santa Cecilia It's Wonderful", organizzato dall''Accademia di Santa Cecilia, il primo fra gli enti lirici sinfonici italiani ad aprirsi alla musica non classica di qualità, inserendo nei propri programmi musicisti di rilievo internazionale e particolarmente interessanti per originalita' e sperimentazione. E dopo Dj Spooky's, i Pan Sonic e Caetano Veloso, a chiudere il cartellone del 2004, il 15 dicembre, è arrivato il duo Kruder&Dorfmeister. I due DJ austriaci, molto amati e seguiti anche nel nostro paese, hanno dato vita ad un vero e proprio happening di musica e immagini, seguito attentamente da una platea gremita che non si è lasciata spaventare dalla durata del programma, che si è protratto ben oltre la mezzanotte. D'altronde, Kruder&Dorfmeister sono abituati alle maratone di suoni, visto che a volte le loro esibizioni arrivano a durare fino alle quattro ore e mezza. Coadiuvati da un impianto sonoro che lasciava assaporare ogni sfumatura della ricca tavolozza musicale del duo, che spazia dalla techno-ambient al jazz alla musica etnica, i due si sono avvicendati alla console creando un programma che ha messo assieme suoni inconfondibili e popolari (la tromba di Miles Davis, la voce di Tom Waits) ad altri più misteriosi ed evocativi, in un gran calderone musicale che indubbiamente ha fatto storcere il naso a qualche purista, ma che nell'insieme si è dimostrato di grande efficacia, arricchito dalle videoimmagini di Fritz Fitzke, l'artista di Insbruck che da sempre accompagna con le sue creazioni visive il duo. Più sperimentale e tecnico nella prima parte, affidata a Peter Kruder, dei due il più abile nella manipolazione dei suoni, e più easy-listening la seconda parte curata da Richard Dorfmeister, il concerto ha dato adito a qualche significativa riflessione tra i presenti. Qualcuno si è chiesto se si può ancora parlare di concerto quando neanche una singola nota viene suonata, e tutto proviene da campionatori e computer, quando tutto è già registrato. E allo stesso tempo, è giusto assistere ad una performance come questa con le stesse modalità con cui si assiste all'esecuzione di una sinfonia di Mozart? Dall'altro fronte, tra gli appassionati dei DJ set c'è chi si è chiesto non fosse stato preferibile trovare una location più informale piuttosto che dover star seduti tutto il tempo sulle poltrone dell'Auditorium. Alla fine resta la musica che, pre-registrata o non, rimane apprezzabilissima nel suo valore piu' intrinseco, quello di trasportare lo spettatore verso nuove dimensioni. E in questo Kruder&Dorfmeister sono stati abilissimi.
Articolo del
16/12/2004 -
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