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Sono una delle realtà più importanti nell’ambito della nuova scena del Progressive Rock italiano, abbinano alla tecnica individuale l’energia di un hard rock altisonante e corposo e - come dimostra “The Life Inside”, il loro ultimo album - sanno inserire elementi innovativi e spunti interessanti all’interno di una robusta impostazione melodica. Subito dopo i Fifth Season e gli Astarte Syriaca i Moonlight Comedy si esibiranno come “headliners” nella Killer Progressive Night il prossimo 13 Aprile all’Alpheus a Roma. In attesa di quella serata, li abbiamo incontrati per voi
D - Innanzi tutto, congratulazioni! Un bel disco! Per la recensione vedete www.xtm.it . R – Grazie per i complimenti e per l’opportunità di far conoscere i Moonlight Comedy ai vostri lettori.
D - Dopo tanti anni di attività, quali sono state le difficoltà iniziali, i momenti più importanti e che cosa rappresenta per voi la pubblicazione di questo disco? R – Le difficoltà iniziali sono quelle di ogni band. Il contatto giusto; la possibilità di scrivere e suonare le cose che vuoi tu; il riscontro del pubblico: la volontà di mantenere fede ad un impegno musicale assunto prima di tutto con noi stessi. Per fortuna, fin’ora, le cose sono andate ottimamente. Dopo l’incontro con Legend music, l’accordo per divenire coproduttori del disco e la chicca rappresentata dalla diffusione mondiale Lion Music, non possiamo che ritenerci soddisfatti. Tutti i momenti che abbiamo vissuto, visti dall’attuale punto di vista, sono stati decisivi.
D - La scelta di cantare in inglese è per aprirsi meglio e di più alla scena internazionale o c’è dell’altro? R – Indiscutibilmente il messaggio dei Moonlight comedy nasce per avere un respiro internazionale. Ormai noi band italiane possiamo e dobbiamo competere con line up di ogni paese. Poi aggiungi che la lingua inglese, per la sua natura di linguaggio eclettico e versatile, si adatta perfettamente al genere che suoniamo ed il risultato è che solo così è possibile esprimere un messaggio musicale ed espressivo valido e compatibile con il nostro gusto. Anche se abbiamo in progetto un salto verso altre forme espressive ….
D - Le vostre tematiche sono epiche, esistenziali e anche introspettive. La scelta fra Bene e Male, le diverse facce dell’Io, il senso del Sacro, l’immortalità …Esiste un codice di moralità metal che possa essere finalmente contrapposto alle continue insinuazioni di musica satanica che provengono dai mass media? R – Esiste la differenza tra uso del cervello ed abuso dell’istinto. Credo che solo un ingenuo semplificatore possa credere che una distorsione di chitarra o un groove di doppio pedale sia ricollegabile tout court al satanismo. La realtà è che ogni persona, ed ogni band nel nostro caso, ha un suo percorso. Se questo è eseguito nel rispetto dell’altro e delle proprie idee, difficilmente si degenera in episodi assurdi ed ingiustificabili. I Moonlight Comedy parlano di quello che vedono e vivono. Niente altro. Nessuna verità da professare ma solo sensazioni da esprimere.
D - Come siete riusciti a convogliare le esperienze individuali dei singoli componenti della band nella dimensione più collettiva di un gruppo? R – E’ una delle cose di cui andiamo più fieri. Far parte di una band vuol dire ricercare incessantemente che il suono complessivo, il disegno musicale del brano, l’immagine finale sia più omogenea e compatta possibile. Questo risultato non può essere ottenuto se si uniscono semplicemente 5 solisti. Ci vuole di più; l’intelligenza di ogni membro unita alla capacità di lavorare per il gruppo. Noi ci siamo riusciti lasciando che i nostri b-side project esaltassero i gli istinti più marcatamente istrionici e solisti mentre i ‘light rimanessero un progetto complessivamente ed unicamente band.
D - Notevoli le influenze del Progressive Rock inglese. Da quali gruppi in particolare avete tratto ispirazione? R – Le influenze maggiori sono certamente quelle 70’s e 90’s senza nominare un gruppo piuttosto che un altro. Ma comunque non vogliamo chiuderci in un angolo. Sarebbe sciocco ed inutile visto che ascoltiamo tantissima musica ed attraversiamo periodi in cui i nostri brani sono più power, altri in cui suonano più lirici. Se una canzone è complessivamente ‘light allora ci piace altrimenti la cestiniamo senza stare a pensare se è più o meno prog.
D - Secondo voi, perché il Rock Progressivo trova terreno fertile qui da noi ? In passato con PFM, Balletto di Bronzo e Le Orme, adesso con voi? R – Forse perché noi italiani possediamo un orecchio molto più raffinato di quanto si pensi. Intendiamoci, non sono tutte rose e fiori – il riferimento ai fiori richiama una cittadina ligure che ogni dodici mesi lavora per distruggere la musica in soli 4/5 giorni – ma complessivamente, dalle nostre esperienze live, abbiamo notato come se sottoponi a chi ti ascolta un prodotto fine ed elaborato, la risposta è spesso molto soddisfacente in termini di attenzione.
D - Perché accanto ai vostri nomi compare Actor I, II, III, IV, V di una Moonlight Comedy? E’ una metafora per indicare i ruoli che rivestiamo nella vita? R – Ci sei andato vicinissimo. Il progetto Moonlight Comedy vuole vivere la musica come opera complessivamente fruibile con tutti i sensi. Il teatro vive di immagini, di suoni, di profumi evocati dalle scene, di sensazioni tattili richiamate dal messaggio. Cosa più che una Commedia al chiaro di luna interpretata da attori che interpretano se stessi si avvicina maggiormente alla vita? Forse solo la vita che altro non è che un’immensa rappresentazione di scene più o meno piacevoli.
D - Credo che vi esibirete dal vivo in Aprile all’Alpheus a Roma, verrò a vedervi! R – Fatti riconoscere così scambiamo due chiacchiere. Spero sia una bella serata visto che le premesse ci sono tutte. Appuntamento al 13 aprile allora!!! Ciao! Rock On!
Articolo del
31/03/2005 -
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