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Prima di tutto vi comunichiamo che la data è tutta sballata! Eravamo lì in attesa da diverso tempo, e quando i Fuzztones sono apparsi finalmente sulla scena era già il 21 Aprile da diversi minuti, più di venti. Sì, lo so, fa parte del gioco, il “music biz” - per quanto “indie” possa essere - significa anche questo, gli orari sono tutti orientativi, nulla di nuovo. Ma se un povero Cristo magari lavora pure, si deve alzare presto la mattina, e ha il problema del demone del rock and roll che gli brucia sotto la pelle, perché quale cavolo di deve scontare anche questa colpa?!?! La serata era iniziata nella maniera giusta, con i Cactus un trio fortissimo, formato da ragazzi mal intenzionati per davvero, messi sotto contratto dalla Hate Records. Il loro è un punk industriale, strofinato ed elettrico, non concede nulla alla melodia, la vocalità è essenziale e scarna, la tensione nervosa invece, è altissima. Quando arriva il momento dei Fuzztones, Rudi Protrudi, il leader della band, vocalist e chitarrista sfrenato, ci ricorda che festeggiano i loro venticinque anni di attività, e grida “Il nostro compito è sempre lo stesso, è ancora quello di preservare il rock and roll!” Seguono brani vecchi come “My Brother and Me” e “Highway 69” tratta da “Lysergic Emanation”, forse il loro disco più noto, e pezzi più nuovi, come una fantastica “Hallucination Generation”, oscura e vibrante, “Get Naked” e “Don’t Blow Your Mind”, tutti inseriti su “Salt For Zombies” il nuovo cd del gruppo. La formula è quella di sempre, una sorta di “garage grunge” primordiale, una psichedelia allucinata e ribelle condita da “riffs” elettrici mozzafiato, da melodie tipicamente “sixties” e da un “acid rock” robusto di stampo primi anni settanta. “This Sinister Urge” è all’altezza della loro fama, i Fuzztones ci mettono un po’ a carburare, ma quando si mettono in moto, sono irrefrenabili! “Thirteen Women” certo, avanti così, vecchio Rudi, le ragazze non sono mai abbastanza, è questo il vecchio problema di chi ha venduto l’anima al diavolo per il rock and roll . E allora ecco la semiseria richiesta di assoluzione, il pentimento rock and roll di “Lord Have Mercy On My Soul”, dai sapori fortemente bluesati. Avanti così, “Action Speaks Louder Than Words” e “Cinderella”, ancora in un frastuono assordante, a dispetto delle classiche otto ore di sonno e di tutto quello di sano che recentemente il dottore mi aveva ordinato… Sic!
Articolo del
21/04/2005 -
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