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La serata è aperta dai Grimoon, un interessante collettivo musicale proveniente da Mestre che mescola suoni e suggestioni visive con originalità e freschezza. Molto gustosi sia il brano che il video de “Le Due Scarpe Innamorate”, molto intense ballate come “Poison” e “Libertè Egalité Fraternité” eseguite in francese e ricche di contrappunti, grazie all’apporto di fisarmonica e violino. Poco dopo sono entrati in scena i Sepiatone di Hugo Race & Marta Collica, una band davvero speciale, intrisa di rock anni settanta, ma in grado di trasformarlo ogni volta attraverso spunti vicini alla sperimentazione. Conosciamo tutti Hugo Race, compositore e chitarrista australiano, prima con i Bad Seeds di Nick Cave, poi da solo con i suoi True Spirit, di base a Berlino. Forse meno nota, ma altrettanto brava è Marta Collica, tastierista e cantante siciliana, ex Micevice, ha collaborato con John Parish e con gli stessi True Spirit di Hugo Race, prima di formare con lui i Sepiatone. Dopo l’esordio molto valido di “In Sepiatone”, all’inizio di questa primavera Hugo Race e Marta Collica hanno registrato “Dark Summer”, il loro secondo album, prodotto da Mick Harvey, e proprio questo disco presentano dal vivo, alternandosi alla voce, con la chitarra che si sovrappone al piano elettrico come strumento solista. “Defenceless”, “Dark Summer” e “Little Gods” sono brani dotati di un “groove” interno davvero notevole, sono canzoni ricche di atmosfera, sono evocative, senza però essere stucchevoli, un po’ come la voce di Marta, seduttiva ma mai sdolcinata o ammiccante. Ecco che arriva l’esecuzione di “New World” il primo pezzo che Marta e Hugo hanno scritto insieme, e ancora “ Secret Life”, “Green House”, “Sepiatone” e “Pray On”, che potrebbero essere la colonna sonora ideale di un film “on the road” con quelle lunghe fasi strumentali rallentate ad aerte ma sempre pronte ad esplodere, con la chitarra di Hugo Race che sa essere melodica, ma anche aggressiva ed incalzante al momento giusto. E’ tardi, ma i Sepiatone tornano in scena per eseguire ancora “True Love” una “cover version” di un brano di Leonard Cohen e “From So Hi”, dal loro nuovo album, un disco che si annuncia sullo stesso ottimo livello del precedente.
Articolo del
23/05/2005 -
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