|
Il tour mondiale di Billy Corgan, per l'ormai prossima uscita di "The Future Embrace", ha fatto tappa lunedì sera all'Alcatraz di Milano. Poca l'affluenza di pubblico, composto quasi interamente dai fans degli indimenticati Smashing Pumpkins. Ad aprire il concerto sono stati i Gliss, trio affine alle atmosfere anni 80, che hanno suonato per quasi un'ora. Intorno alle 22, sull'intro di "A100", ha fatto il suo ingresso Billy Corgan accompagnato da Matt Walker e Brian Liesegang (entrambi ex Filter) e da Linda Strawberry in una luminescente atmosfera visiva. Corgan sembra aver davvero dato una svolta alla propria carriera nella ricerca di nuove sonorità: una batteria elettronica (Walker) e due sintetizzatori (Liesegang e Strawberry) da supporto alla sua chitarra. L'artista americano è stato però freddo e distaccato, quasi intimorito; forse infastidito da un'acustica terribile, forse dalla scarsa affluenza, forse dalle richieste di alcune persone che gli chiedevano di suonare i Pumpkins... le canzoni sono andate via una dopo l'altra con scarsa partecipazione da parte del pubblico, ovviamente non in grado di seguire attivamente brani tratti da un album non ancora ascoltato. Hanno comunque riscosso una reazione relativamente calorosa "A100", "To Love Somebody" con l'immagine di Robert Smith nel pannello luminoso dietro al gruppo, il primo singolo "Walking Shade", "Mina Loy (M.O.H.)" e "Strayz", dove Corgan ha cantato, da solo sul palco, su un'eterea base di suoni elettronici. Il sound dell'intero concerto è stato però rovinato dall'acustica: la voce spesso è stata inaudibile e i suoni hanno creato un caotico impasto sonoro. Dopo 50 minuti, Corgan ha salutato con un solo cenno ed è uscito insieme al resto della band tra gli applausi di un pubblico comunque non entusiasta; luci ancora spente, la gente ha incitato Billy per un encore che pareva ovvio... ma dopo pochi minuti le luci sono state accese e al posto del gruppo sono saliti sul palco i tecnici tra i fischi e l'incredulità generale. In conclusione, è stata una serata inspiegabilmente fredda, strana, con un Corgan decisamente non in giornata, terminata con un acceso malumore tra i fans. Senza dubbio il concerto di lunedì sera non può fornire grandi indicazioni a chi non ha ancora ascoltato "The Future Embrace", se non una virata dell'artista americano verso un sound prettamente elettronico incline, per sonorità e immagine, al glam e alla new-wave anni 80.
Articolo del
10/06/2005 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|