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È da qualche tempo che questo nome risuona nelle mie orecchie: uno show live, gli U2 che fanno una cover di un loro pezzo, “Neon Lights”, come b-side per “Vertigo”, un’altra cover viene realizzata dai Coldplay. Ecco qualche informazione in più su questa band di origine tedesca. I “soci fondatori” sono Ralf Hutter e Florian Schneider-Esleben, che si sono conosciuti a Düsseldorf, in Germania, quando erano studenti, negli anni ‘70. Entrambi sono polistrumentisti (Ralf suona l’organo, Florian il violino e il flauto) Il primo album, realizzato con altri musicisti, gli Organisation, è "Tone Float" ed è pubblicato nel ’70. Nello stesso anno, Ralf & Florian sciolgono gli Organisation, si uniscono a Klaus Dinger e Thomas Homann e pubblicano il loro "KRAFTWERK" (che significa “stazione di energia”). Il suono è da subito originale, quasi allucinogeno, pionieristico come il loro simbolo, il cono stradale bianco e rosso. Ma tutta questa originalità non corrisponde a incassi e risposte immediate da parte del pubblico. Thomas Homann lascia la band dopo poco, ma nella formazione entrano il chitarrista Michael Rother e il bassista Eberhardt Krahnemann. Anche questa formazione non è destinata a lunga vita, perché Krahnemann lascia dopo poco, e il bassista ufficiale diventa Ralf. Dopo un periodo di empasse, Ralf e Florian pubblicano "Kraftwerk 2": è il 1971. pochi mesi dopo, in Inghilterra scoppia l’improvvisa passione per la musica tedesca, così i due album vengono pubblicati sull’etichetta progressista della Philips, la “Vertigo” (curiosa coincidenza…) La band diventa un po’ più nota, ma sembra essere un gruppo per musicisti, piuttosto che un gruppo per il grande pubblico. Nel 1973, viene pubblicato “Ralf and Florian”, un progetto musicale delle due colonne portanti del gruppo. Reclutati altri musicisti, i Kraftwerk pubblicano “Autobahn” (autostrada): è il 1974 e il sound dei Kraftwerk ha fatto una virata alla volta della musica elettronica. La canzone che dà il titolo all’album dura la bellezza di 22 minuti, cercando di riprodurre la noia e la monotonia di un lungo viaggio. Ne viene realizzata una versione ridotta per le radio, che ottiene un notevole successo, specialmente negli Stati Uniti. Nel 1976 la band realizza “Radio Activity”. L’anno dopo arriva l’album "Trans-Europe Express", che esplora il tema del viaggio in treno. Il 1978 è la volta di “The Man-Machine” Il singolo “The Model” diventa una hit in Inghilterra del 1982, e successo avranno anche altri sue singoli: 'Showroom Dummies' e 'Neon Lights'. Sempre all’avanguardia, i Kraftwerk dedicano un album al tema dei computer che prendono il sopravvento sul mondo: è il 1981, l'album è "Computer World”, che contiene un paio di tracce che diventeranno delle hit: 'Computer Love' e una delle favorite durante i live show, “Pocket Calculator”. Il 1983 è la volta di 'Tour De France' : la title track entra nella colonna sonora del film "Breakdance" e sarà usata come inno per le gare ciclistiche del Tour de France di quell’anno. Passano tre anni e i Kraftwerk danno alle stamper “Electric Cafe”. Seguono altri periodi di basso profilo, in cui la formazione viene rimaneggiata, fino allo show al Tribal Gathering in Inghilterra nel 1997, cui segue un tour nel 1998. Nonostante dal vivo compaiano delle nuove tracce, bisognerà aspettare il 2000 per una nuova pubblicazione, che sarà però solo il singolo "Expo 2000", cui tra l’altro non seguono né interviste, né un album. Il 2005 ha visto la pubblicazione di "Minimum-Maximum", un album live. Insomma, una storia un po’ altalenante, piena di produttività, creatività e di lunghi silenzi. Un duo interessante, specialmente se amate la musica a cui non si riesce a dare un etichetta.
Articolo del
27/06/2005 -
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